


Archive for febbraio, 2009
La Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge già approvato dal Senato di conversione del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208, recante misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell’ambiente.
Il provvedimento approvato contiene lo slittamento al 2010 dell’utilizzo della nuova modulistica per la presentazione del Modello Unico di Dichiarazione Ambientale, introdotta dal Dpcm 2 dicembre 2008.
[b]Pertanto il Mud relativo all’anno 2008 dovrà essere presentato con la “vecchia” modulistica[/b]
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Assoambiente presenta a Roma il prossimo 5 marzo 2009 (Hotel Nazionale - Sala Cristallo) il Rapporto curato dall'Associazione su "Il movimento transfrontaliero dei rifiuti".
L'Associazione ha ritenuto necessario predisporre, in relazione alla evoluzione determinatasi nella gestione dei rifiuti, un Raporto che fornisce un riferimento ai fine della comprensione degli aspetti gestionali e di valutazione del mercato europeo e internazionale dei rifiuti, e dell'andamento delle spedizioni transfrontaliere.
La disciplina delle spedizioni transfrontaliere dei rifiuti ha subito sostanziali modifiche per effetto del nuovo Regolamento (CE) n. 1013/2006 relativo alla sorveglianza e al controllo delle spedizioni di rifiuti all'interno della Comunità europea, nonché in entrata e in uscita dal suo territorio, che dal 12 luglio 2007 ha sostituito il precedente Regolamento (CEE) n. 259/93.
Negli ultimi anni, anche nella gestione dei rifiuti urbani nelle aree in emergenza, per le note carenze impiantistiche, l’esportazione ha rappresentato spesso condizione necessaria per contribuire alle esigenze del territorio.
Per consultare il programma/invito clicca qui e per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi alla segreteria Organizzativa Assoambiente ([url=mailto: assoambiente@fise.org]assoambiente@fise.org[/url]).
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Un nuovo progetto finanziato dall'UE riunisce esperti di Europa e Asia con lo scopo di risolvere il problema dei rifiuti ormai cronico in Asia. Battezzato ISSOWAMA ("Integrated sustainable solid waste management in Asia" - "[i]Gestione integrata e sostenibile dei rifiuti solidi in Asia[/i]"), questo progetto triennale ha ricevuto uno stanziamento di poco meno di 1 milione di euro dal Tema "Ambiente (compresi i cambiamenti climatici)" del Settimo programma quadro (7°PQ). Tra i 22 partner del progetto sono presenti ricercatori, rappresentanti dei governi, esperti dello smaltimento dei rifiuti e organizzazioni non governative (ONG) di europee e asiatiche.
In molte città dell'Asia non viene effettuato alcun controllo sullo smaltimento dei rifiuti, e ciò ha come risultato un ingente inquinamento del suolo e dell'acqua, e la diffusione di malattie legate alle scarse condizioni igieniche.
Riunendo esperti europei ed asiatici che rappresentano diverse parti interessate, il progetto ISSOWAMA mira a sviluppare soluzioni innovative (ma allo stesso tempo a basso costo) e adattabili per la gestione dei rifiuti in Asia, e a comunicare tali risultati ai gruppi locali. Lo scopo finale del progetto è quello di divulgare i propri risultati a oltre 12.000 operatori che si occupano dello smaltimento dei rifiuti in tutta l'Asia.
Il primo compito dei partner del progetto consisterà nell'analisi e nella valutazione delle esistenti strategie di gestione dei rifiuti solidi in Asia. Alcuni casi studio aiuteranno i partner del progetto a tracciare i flussi principali dei rifiuti e sviluppare le raccomandazioni sui provvedimenti da prendere.
"[i]Ostacoli come lacune nelle conoscenze tecnologiche, conseguenze ecologicamente negative nonché barriere a livello socio-economico e politico, saranno identificati ed eliminati attraverso provvedimenti mirati," ha detto il coordinatore del progetto, il dott. Gerhard Schories, direttore tecnico del dipartimento per la gestione dell'uso di acqua, energia e terra presso ttz Bremerhaven, in Germania. "Il coinvolgimento continuo di enti locali e forze creative accrescerà il consenso regionale[/i]."
L'obiettivo principale del progetto consiste nello sviluppo di efficaci strategie di gestione dei rifiuti per Bangladesh, India, Cambogia, Vietnam, Tailandia, Cina, Indonesia e Filippine. Queste strategie di gestione dei rifiuti dovrebbero prendere in considerazione gli impatti ambientali, i fattori economici e la situazione socio-economica nonché il quadro normativo di ogni paese. In questo modo, il progetto spera di associare la gestione dei rifiuti alla riduzione della povertà e a una migliore qualità della vita per gli abitanti del posto.
Il team del progetto terrà dei workshop in otto paesi e produrrà poster, volantini e guide semplici alla gestione dei rifiuti, che saranno tradotti in nove lingue.
[b]Per ulteriori informazioni, visitare[/b]:
ttz Bremerhaven:
[url=http://www.ttz-bremerhaven.de/]http://www.ttz-bremerhaven.de/[/url]
Finanziamenti per la ricerca sull'ambiente nell'ambito del 7°PQ:
[url=http://cordis.europa.eu/fp7/environment/home_en.html]http://cordis.europa.eu/fp7/environment/home_en.html[/url]
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Otto tecnici dovranno monitorare le attività dell’impianto e garantire una corretta informazione ai cittadini dell’area interessata.
È stato istituito, attraverso il Decreto del Sottosegretario di Stato n.29 del 12/02/2009, l'Osservatorio Ambientale sull’inceneritore di Acerra.
L’organo, che si è insediato ufficialmente il 19 febbraio 2009, è composto da otto tecnici, che dovranno occuparsi di garantire una corretta e costante informazione alle popolazioni interessate, in relazione all’impianto di Acerra. Nello specifico, i tecnici dovranno realizzare analisi e monitoraggi delle fasi di avviamento, esercizio provvisorio e di messa a regime dell’impianto; dei dati di funzionamento dell’impianto e dei test di controllo effettuati; delle attività dell’impianto anche attraverso eventuali sopralluoghi.
Per la nascita dell’Osservatorio sono stati stanziati 50 mila euro e la sua durata è legata alla fine dell’emergenza in Campania.
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La Valle d'Aosta si doterà presto di un Osservatorio regionale dei rifiuti che sarà un luogo istituzionale di studio e confronto sulle politiche regionali in materia di gestione e smaltimento
La volontà della Giunta regionale di dare vita all'organismo é stata ribadita recentemente dall'assessore all'Ambiente e territorio, Manuela Zublena, che ha incontrato i rappresentanti del Comitato Rifiuti Zero.
L'Osservatorio è previsto da una legge regionale del 2007: “[i]Quella - ha spiegato Zublena - sarà la sede per la discussione e il confronto sull'argomento[/i]”. L'assessore ha anche assicurato che “[i]tutto il percorso verso la definizione delle scelte in materia sarà condotto secondo principi di trasparenza, partecipazione e condivisione[/i]”.
Durante l'incontro, il Comitato Rifiuti Zero ha consegnato all'assessore le 3.300 firme raccolte contro la costruzione di un termovalorizzatore in Valle d'Aosta e ha presentato le sue proposte: raccolta differenziata spinta, incentivazione del compostaggio domestico e attivazione della raccolta dell'umido, premi ai virtuosi della differenziata e avvio del trattamento meccanico biologico a freddo.
Zublena ha ascoltato le richieste del Comitato ribadendo “[i]l'impegno nel gestire le problematiche relative ai rifiuti secondo i criteri e la gerarchia previsti dalla Direttiva europea, cui sono improntati gli atti normativi regionali in materia: riduzione della produzione di rifiuti, riciclo, riutilizzo, recupero (anche energetico) e smaltimento[/i]”.
Parzialmente soddisfatto il Comitato: “[i]Accogliamo con favore l'impegno espresso dall'assessore nel raggiungere quelli che sono gli obiettivi imposti dall'Ue, ovvero in primis la riduzione dei rifiuti e il potenziamento della raccolta differenziata e siamo soddisfatti per la prevista istituzione dell'Osservatorio Regionale sui rifiuti, nel quale le associazioni ambientaliste avranno un loro rappresentante e potranno partecipare al processo decisionale quando arriveranno i dati relativi agli ultimi approfondimenti[/i]”.
Restano tuttavia alcune perplessità degli ambientalisti sulle posizione dell'Amministrazione in materia di termovalorizzatore: “[i]l'Assessore - spiegano - non ha preso una netta posizione a favore dell'inceneritore, pur specificando che la strada che stanno percorrendo non prevede un'alternativa all'incenerimento dei rifiuti[/i]”. Così come sul compostaggio: per il Comitato Rifiuti Zero “la Regione intende finanziare in futuro l'utilizzo delle compostiere domestiche ma non prevede l'attuazione della raccolta dell'umido con appositi cassonetti in città”.
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Sono disponibili on-line gli atti dei convegni organizzati da ISWA Italia durante l'edizione di Ecomondo 2008.
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Il Senato della Repubblica, il 12 febbraio 2009, ha approvato il disegno di legge n. 1306, d’iniziativa del Governo con oggetto 'Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208, recante misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell’ambiente'.
[b]Il decreto[/b]:
- proroga le Autorità di bacino fino all'entrata in vigore del DPCM relativo alle nuove Autorità;
- introduce una forma di risoluzione stragiudiziale del contenzioso riferito alle procedure di rimborso delle spese di bonifica e ripristino di aree contaminate e al risarcimento del danno ambientale;
- prevede norme per la funzionalità dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale e per la continuità operativa della commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale;
- interviene sulle norme che disciplinano la tariffa per lo smaltimento dei rifiuti urbani, i rifiuti ammessi in discarica e la gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche;
- sancisce la fuoriuscita dal regime dei rifiuti per i prodotti, le sostanze e le materie stoccati presso gli impianti autorizzati che effettuano una o più operazioni di recupero dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata urbana o dalle raccolte dedicate di rifiuti speciali recuperabili in carta e cartone, vetro, plastica e legno;
- stabilisce per le dichiarazioni da presentare entro il 30 aprile 2009, con riferimento all’anno 2008, il modello unico di dichiarazione ambientaleda utilizzare resta quello allegato al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 24 dicembre 2002, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 3 del 4 gennaio 2003, come rettificato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 dicembre 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 305 del 30 dicembre 2004, con le relative istruzioni.
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I rifiuti inerti provenienti dall’attività di costruzione e demolizione (C&D) producono in Italia oltre 40 milioni di tonnellate all'anno di scarti e residui. Una quantità enorme di rifiuti da smaltire che può invece trasformarsi in uno straordinario giacimento di manufatti da riusare e di materiali da riciclare, con evidenti vantaggi per l'ambiente e interessanti opportunità occupazionali. Sfruttare questo giacimento è possibile, se si riesce ad organizzare e rendere efficiente un "mercato del riuso" di componenti e materiali da costruzione, ambientalmente conveniente ed economicamente sostenibile, a cui i produttori di scarti e i potenziali riutilizzatori e riciclatori possano accedere in modo facile e
rapido.
L'obiettivo del progetto VAMP (VAlorizzazione Materiali e Prodotti da demolizione), sostenuto dall'Unione Europea nell'ambito del programma LIFE-Ambiente e coordinato dalla Regione Emilia-Romagna coincide con l’iniziativa della “Filiera RI-inerte” rientrante negli Accordi Volontari promossi dal Gruppo di Lavoro dell’Associazione “STUDI AMBIENTALI” ed avviati nelle regioni centro-meridionali.
E’ ormai noto e diffuso che le problematiche dei rifiuti inerti creano serie difficoltà sia agli operatori (imprese e produttori) che alla Pubblica Amministrazione. La carenza di normativa, una limitata cultura ed educazione ambientale e la scarsità di impianti preposti al conferimento contribuiscono ad alimentare l’abbandono ed il degrado ambientale del territorio, disperdendo notevoli risorse. Adesso gli strumenti normativi sono disponibili, è
sufficiente la capacità nell’ applicazione e la buona volontà.
Un esempio concreto viene dall’esperienza nelle regioni meridionali (Basilicata,Molise e Puglia), infatti l’Accordo Volontario detta le linee guida sull’attività di recupero dei rifiuti inerti e macerie edilizie dando la possibilità di effettuare un controllo incrociato sulla produzione del rifiuto e la sua specifica destinazione. Il Decreto del Ministero dell’Ambiente n. 203 del 8/5/2003 e la Legge Regionale Puglia n. 23/2006 obbligano gli Enti e le Amministrazioni a coprire il proprio fabbisogno di beni e prodotti con almeno il 30% provenienti dall’attività di recupero.
L’obiettivo delle novità introdotte, in particolare con la Circolare Ministeriale sull’utilizzo degli aggregati riciclati n. 5205/05, è quello di superare il concetto di distinguere gli aggregati in base alla loro natura d’origine garantendo, di contro, una produzione di aggregati riciclati con specifiche caratteristiche prestazionali.
La Circolare 5205/05 impone che le caratteristiche dell’aggregato rientrino nei limiti imposti in funzione alla destinazione d’uso. La necessità di assicurare un sito per il conferimento di rifiuti inerti e la produzione di aggregati riciclati idonei, consente agli Enti di poter facilmente rispettare gli obblighi dettati dal Decreto del Ministero dell’Ambiente 8/5/2003 n. 203 ottenendo, tra l’altro, notevoli benefici economici dal riutilizzo risolvendo anche il problema di un corretto conferimento.
L’iniziativa della “Filiera RI-inerte”, prevista dalla recente normativa in materia ambientale (Decreto 3/4/2006 n° 152) è in linea con le disposizioni contenute nei Regolamenti Regionali per la gestione dei materiali edili e prevede la realizzazione di Centri di Raccolta e Recupero di rifiuti inerti da C. & D. e macerie edilizie su tutto il territorio regionale mediante l’attuazione di Piani Territoriali provinciali. E’ rivolta ad imprese locali e soggetti che operano nel settore edile/stradale e/o movimento terra.
Non si tratta di un'operazione isolata, destinata, come spesso accade, ad estinguersi perché non strutturata e senza definizione di ruoli e settori coinvolti, bensì del progetto di
un'unica filiera regionale che una volta a regime sarà in grado di gestire l'intero processo: dalla raccolta alla trasformazione, dal recupero al riutilizzo di aggregato riciclato conforme
agli standard richiesti dalla Circolare MinAmbiente numero 5205 nel settore edile stradale per la realizzazione di opere edili pubbliche e private, che gli Enti (Comuni,
Amministrazioni Pubbliche e società a prevalente capitale pubblico) hanno l’obbligo di impiegare nella misura non inferiore al 30% del fabbisogno, ai sensi del D.M. n° 203 del
8/5/2003.
Oltre ad una notevolissima rilevanza economica ed occupazionale sul piano locale, l’iniziativa tende a risolvere l’annoso problema dell’abbandono dei rifiuti edili ed il recupero in materiali idonei al riutilizzo e crea notevoli prospettive di investimento per gli operatori. Tutto questo adesso, con l’avvio e la partecipazione alla “Filiera RI-inerte”, diventa anche una ottima opportunità occupazionale ed una prospettiva di investimento per gli operatori.
[b]Francesco Montefinese[/b]
[i]Resp. Programma RECinert[/i]
[url=http://www.recinert.it]www.recinert.it[/url]
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Previsto dalla legge di conversione del Dl 208/2008 lo slittamento al 2010 dell’utilizzo per l’imminente dichiarazione annuale “Mud” della nuova modulistica introdotta dal Dpcm 2 dicembre 2008.
Il disegno di legge di conversione del Dl 208/2008 in materia ambientale, già licenziato lo scorso 12 febbraio 2009 dal Senato ed ora all’esame della Camera dei Deputati, stabilisce che la dichiarazione da presentare entro il prossimo 30 aprile 2009 continui ad essere effettuata utilizzando il modello recato la Dpcm 24 dicembre 2002 (come modificato dal Dpcm 22 dicembre 2004), rinviando l’operatività del Dpcm 2 dicembre 2008 alla dichiarazione del 2010.
(Vincenzo Dragani)
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È stata pubblicata la legge 6 febbraio 2009, n. 6 (in vigore dal prossimo 3 marzo) istitutiva di una nuova Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.
La Commissione avrà il compito di svolgere indagini sul ruolo della criminalità organizzata, sulle eventuali connessioni tra attività illecite legate ai rifiuti e altre attività economiche, e su eventuali coinvolgimenti nei comportamenti illeciti da parte della Pubblica amministrazione.
La Commissione, composta da 24 parlamentari, potrà operare con gli stessi poteri e gli stessi limiti previsti per l’autorità giudiziaria, e avrà l’obbligo di riferire al Parlamento almeno una volta all’anno.
(Lavinia Basso)
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