


Archive for maggio, 2009
Il blog di Alessandro Tauro: La bomba “Abruzzo” nel paese dove gli ordigni non esplodono.
Il video delle contestazioni contro il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nelle zone del terremoto.In un paese normale, un paese fatto di individui interessati a qualcosa che non sia soltanto gossip o reality, un paese caratterizzato da una classe politica che, seppure spesso corrotta, sappia come scrivere una legge, in un paese di questo tipo le notizie che sto per riportare avrebbero dato vita ad un terremoto politico di dimensioni quasi irreali.
E curiosità vuole che sia un terremoto, il terremoto, quello vero, ad essere la causa dei fatti che seguiranno.
Ma questo terremoto, come i cittadini abruzzesi temevano sin dal 6 aprile scorso, ha già lasciato il passo ad argomenti reputati “molto più importanti” (il caso Noemi Letizia, i sondaggi di Re Silvio, le finti crisi del governo siciliano di Lombardo, gli scazzi tra Franceschini e i Piersilvio d’Italia e l’aereo di Schifani) e ha portato, ancora una volta, le popolazioni terremotate d’Italia verso l’oblio.
Un oblio che potrebbe essere giustificato se tutta l’emergenza terremoto venisse combattuta e risolta in modo coerente. Sappiamo bene che non è così e lo sapremo meglio nelle prossime righe.
FONDI PER LA RICOSTRUZIONE
I fondi messi a disposizione dal governo per la ricostruzione dell’edilizia privata consistono in 3,1 miliardi di euro disponibili per il periodo che va dal 2010 al 2032 e 2,9 miliardi (aggiunti al decreto solo dopo il passaggio al Senato) disponibili solo dal 2033.
Escludendo questo secondo fattore di spesa (perché è alquanto stupido nonché offensivo immaginare famiglie che rientrino in possesso delle proprie abitazioni nel 2050), i fondi realmente previsti per la ricostruzione ammontano a 3,1 miliardi spalmati in 24 anni.Per fare un paragone operativo, prendiamo in considerazione il terremoto dell’Umbria e delle Marche dell’autunno 1997. Il governo Prodi stanziò allora per l’edilizia privata 3,5 miliardi per il solo periodo 1998-2008.
3,5 miliardi in 10 anni per 22604 sfollati nel 1998, secondo quanto deciso dal primo governo Prodi.
3,1 miliardi in 24 anni per oltre 65000 sfollati nel 2009, secondo quanto deciso dal quarto governo Berlusconi.A questo punto dubito che sia necessario un economista per spiegare la profonda diversità di trattamento riservata alle due martoriate popolazioni.
LA REGIONE ABRUZZO SAPEVALa frase che si è sentita ripetere più spesso in queste settimane è stata: “I terremoti non si possono prevedere“.
E’ una frase che ha un suo senso, una sua spiegazione scientifica finora mai rovesciata con certezza. Ma è una frase che ha una sua importanza se si stabilisce che sia colpa del terremoto se oltre 300 persone hanno perso la vita nel capoluogo abruzzese e dintorni.
Ma non è così. Il terremoto non uccide, non nel 2009. Con le conoscenze edilizie di oggi, ad uccidere è l’incuria, la dabbenaggine e l’affarismo dell’uomo.Ad uccidere, tra i tanti, sono stati i vertici della Regione Abruzzo che si sono susseguiti dal 2003 al 2009.
Nel 2003 la Regione Abruzzo commissionò alla Collabora Engineering SpA (una società con capitale misto pubblico-privato, finita sotto inchiesta per presunti interessi illeciti da parte della classe politica regionale abruzzese) un lavoro di censimento di tutti gli edifici pubblici d’Abruzzo allo scopo di valutare i costi di verifica ed adeguamento strutturale degli edifici.
Si temeva che diversi edifici non avrebbero potuto sopportare calamità gravi come un terremoto e si fece quindi una valutazione dei costi per la messa in sicurezza degli edifici, che terminò nel 2006.
Nel 2006 era già pronta la lista: 135 edifici nel solo Comune dell’Aquila che necessitavano di un immediato lavoro di messa in sicurezza. 3 anni fa.La lista è inquietante: si va dal Terminal ARPA al Teatro Stabile, dall’Asilo Nido alla Prefettura, dall’Ospedale San Salvatore alla Casa dello Studente (in particolare questi ultimi due edifici in lista dimostrano come le autorità sapessero tutto fino in fondo).
Si sapeva tutto. Era tutto scritto nero su bianco. La cosa più buffa? Non è un documento segreto. E’ reperibile pubblicamente sul sito del SIGEOIS (Sistema Informativo per la Gestione degli Edifici e delle Opere Infrastrutturali Strategiche), accessibile dal sito della regione Abruzzo.
Basta iscriversi, fare una query di ricerca sui vari comuni abruzzesi ed ecco pronti date, cifre, proprietà e elenco dei problemi strutturali. E sono in mano alla regione Abruzzo da oltre 3 anni.Le cifre sono spaventose. Per la messa in sicurezza dell’Ospedale San Salvatore servivano oltre 48 milioni di euro. 48 milioni per un edificio il cui costo finale si è assestato sui 100 milioni e che doveva essere, secondo le varie normative, rispondente ai requisiti anti-sisma.
Basterebbe questo per capire la quantità di reati edilizi compiuti nella costruzione dello stabile.Ma se andiamo ad analizzare un edificio che aveva la stessa priorità di messa in sicurezza, qui l’indignazione si trasforma in incredulità. Sconcerto.
Perché se le cifre richieste per “assicurare” l’ospedale comunale erano, effettivamente, insostenibili in poco tempo, la storia cambia se si parla della Casa dello Studente, ristrutturata ben 3 volte sotto la direzione della Regione di Giovanni Pace (PDL), e rimasta comunque pericolante.
Ma qui il costo per la messa in sicurezza era di 1,470 milioni di euro. Un milione e mezzo di euro è il prezzo della vita di 11 ragazzi, studenti universitari.La regione sapeva tutto. La regione di Giovanni Pace (PDL) e quella di Ottaviano Del Turco (ex PD). E probabilmente anche quella di Gianni Chiodi (PDL).
IL PIANO C.A.S.E.
Uno degli argomenti più controversi sulla gestione “terremoto” è rappresentato dalle casette d’emergenza, da costruire nei prossimi mesi, il cosiddetto piano C.A.S.E.
L’elenco delle promesse fatte e disfatte su questo tema mettono in luce la assoluta inesistenza di piani concreti e l’insicurezza costituita dai due protagonisti della ricostruzione: il premier Silvio Berlusconi e il Direttore del Dipartimento Protezione Civile Guido Bertolaso.
Basta dare una semplice occhiata al seguente elenco.1 maggio 2009 – Guido Bertolaso: “3 mila case pronte entro settembre o ottobre“.
1 maggio 2009 – Silvio Berlusconi: “Le case saranno pronte entro l’inverno“
2 maggio 2009 – Silvio Berlusconi: “Disponibili per i primi di dicembre, ma mettiamo in conto dei ritardi“
6 maggio 2009 – Sito della Protezione Civile: “Le case saranno pronte prima dell’inverno“
6 maggio 2009 – Silvio Berlusconi: “A settembre le prime case. Per dicembre disponibili tutte per 12 mila persone“
8 maggio 2009 – Guido Bertolaso: “Entro il 30 ottobre contiamo di dare una sistemazione a chi non ha una casa“
14 maggio 2009 – Silvio Berlusconi: “Entro il primo novembre case per 13 mila persone“
29 maggio 2009 – Silvio Berlusconi: “La speranza è che entro la fine di novembre non ci siano più tende“.La speranza. Benvenuti in Italia, dove il governo non utilizza il potere esecutivo quando serve. Ma si limita a sperare.
E a proporre vacanze in crociera per gli sfollati. Per quanti? 65 mila persone? O solo quelli in tendopoli? Con quali risorse economiche, visto che il decreto sui fondi in Abruzzo non prevede nemmeno una sicura copertura finanziaria?
Mancano i soldi per la ricostruzione, ma per un viaggio con Costa Crociere quelli ci sono sempre.IL MANCATO CONTROLLO SU FONDI E APPALTI
Il 20 aprile il ministro Renato Brunetta, tronfio e fiero del maxi-sostegno popolare, dichiarava:
“La ricostruzione in Abruzzo dovrà obbedire a criteri di efficienza e trasparenza e tutto questo sarà possibile se verrà messo tutto il sistema on line. Se tutti i beneficiari, le ditte, se tutti gli appalti e le spese saranno on line noi avremo 60 milioni di controllori. Un controllo vero e reale, non burocratico, fatto di carte attraverso le carte“.Ancora oggi, però, sui siti internet del governo non c’è alcuna traccia, riferimento o resoconto dei 45 milioni raccolti con le donazioni. Non c’è un’indicazione delle destinazioni e né, tantomeno, di chi si occuperà dell’assegnazione. Per non parlare dei criteri.
I controllori non saranno 60 milioni, come annunciava entusiasta Ministro Insulto, ma saranno un po’ di meno. Cinque.
Una commissione di cinque elementi scelti dal governo controllerà la destinazione dei fondi. Una commissione che vede la presenza di spicco del senatore democratico abruzzese Franco Marini, l’uomo che non fu capace nemmeno di controllare cosa stava facendo il suo partito nella sua regione.Per dimostrare però l’attaccamento ai principi di trasparenza, il premier Berlusconi ha annunciato che la prima gara tra le 13 finora lanciate è stata vinta da un’azienda abruzzese con sede a 5 chilometri da L’Aquila.
Fine delle informazioni. Fine della trasparenza.
L’annuncio è stato fatto, ma l’ufficialità ancora non c’è.
Chissà cosa ci aspetterà per le altre 12, quando anche la stampa si stancherà di riferire le varie assegnazioni. E chissà a cosa andremo incontro quando le ditte si divertiranno a subappaltare il 50% dei lavori (secondo quanto permesso dal governo in via eccezionale per l’Abruzzo, quando invece la normativa nazionale fissa un tetto del 30%).LO SCIOPERO SEGRETO
In questi giorni tante e tante sono le testimonianze in rete di chi vive in prima persona, da triste protagonista, la vita nelle tendopoli, e parla del regime militare imposto, della Protezione Civile che stabilisce norme e regole nel dominio più assoluto, della mancanza di servizi e del rigido controllo su riprese, foto, incontri e visite di parenti ed amici.
In rete è possibile reperire una quantità stratosferica di queste informazioni. In TV un po’ meno. In TV si mostra solo ciò che è consentito mostrare. E nulla che vada al di là della tendopoli di Piazza D’Armi.
E così, assieme alla vita regolare di gruppo in tenda, si ignorano anche notizie come la protesta dei familiari degli studenti vittime del terremoto contro l’assegnazione “honoris causa” delle lauree alla presenza trionfante pre-elettorale del premier o lo sciopero annunciato dai Vigili del Fuoco contro la mancata assistenza del governo in termini di uomini e risorse.
Promesse, quelle del ministro Maroni, fatte settimane fa e completamente dimenticate nel corso dei giorni, secondo le accuse di tutti gli organi sindacali dei VdF.
Ma se chi lavora e dedica anima e corpo da mesi all’aiuto alla popolazione di migliaia di senza tetto arriva a scioperare contro il decreto del governo, possiamo immaginare quale possa essere il sentimento della popolazione abruzzese.Ma Mr. 75% non se ne preoccupa. Chissà se avrà ragione…
FONTI:
Osservatorio Costruzione della Regione Umbria
Legge 61 del 30 marzo 1998
Le inchieste su Abruzzo Engineering
La lista degli edifici da mettere in sicurezza
mag
31
Este blog no se va a actualizar de momento. Gracias por haber leído hasta aquí
Estos tapones, no los tiene otra persona, que la insensatez demostrada cada día por Zparo. Ya es bas
La Prensa
El zambullidor del lago Titicaca halla la muerte mientras busca comida. Se sumerge en las frías aguas donde sus desarrolladas patas lo impulsan hasta atrapar sus bocados preferidos: ispis y karachis. Pero, en medio de ese singular baile acuático, cae en las trampas de los pescadores. Las redes no le permiten volver a la superficie y perece ahogado.
Así se merma cada vez más la escasa población de estas aves que son endémicas, o sea, propias de este reservorio hídrico binacional, así como en el lago orureño Poopó y la cuenca del río Desaguadero que fluye por los territorios peruanos y bolivianos. Sigue:
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Il termine decrescita, ufficialmente, indica una filosofia politica alternativa al pensiero politico dominante, sia esso capitalistico, socialista, comunista. Infatti, in tutti i Paesi, cosiddetti occidentali, viene adottato e accettato, sin dal 1944, un modello di sviluppo omogeneo in base ad un indicatore come il Prodotto Interno Lordo (PIL) che misura la produzione di merci e servizi immateriali in un anno. Il concetto di ricchezza è stato propagandato dalla Banca Mondiale (BM), dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) e dalla Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS) in maniera tale che il PIL e l’uso di una moneta stampata da una Banca Centrale fosse l’unico e vero “valore” da tenere in considerazione. Siamo arrivati al punto tale che le corporations SpA, tramite l’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), governano la politica mondiale e quindi anche locale e, non sono più le pubbliche istituzioni rappresentative democraticamente elette a decidere per conto dei popoli. Il modello errato di società che ci opprime è la crescita economica e monetaria per la crescita stessa, ignorando i diritti civili.
Pertanto sin dal dopo guerra è sorto un movimento culturale per porre critiche su questo modello sviluppo. Il dibattito politico-culturale negli anni ’50 e ’60 disse chiaramente che la misura del PIL non era sufficiente per capire il reale sviluppo e specificatamente per crescita non si doveva intendere solo quella economica e monetaria ma, anche culturale, etica, sociale e spirituale. E quindi il termine decrescita si contrappone alla crescita del PIL lasciando capire che non importa il segno positivo o negativo del PIL, poiché lo stesso non è un indice di crescita reale del Paese, ma uno stupido indicatore economico che non tiene conto dei diritti, della cultura, della salute, della qualità del cibo e della felicità umana.
Un manipolo di banchieri ed industriali è riuscito a programmare le menti di milioni di cittadini attraverso le università ed i media facendo elevando la moneta, da essi controllata, a dogma religioso, elevando la crescita monetaria ed industriale a dogma societario, a modello da imitare. Essi hanno manipolato il reale concetto di ricchezza, hanno manipolato i concetti di sviluppo e crescita. E la domanda di lavoro è l’efficace strumento di ricatto per schiavizzare gli esseri umani, opprimerli nella continua ricerca di un pezzo di carta stampata dalla Banche Centrali. La cosiddetta società “avanzata”, industriale, occidentale, dello “sviluppo” e dell’ossimoro “sviluppo sostenibile” è fondata su due poche regole: una moneta privata, l’assenza di etica nelle regole scritte, siano esse legge e norme degli Stati e, trattati internazionali ed accordi commerciali internazionali. In sostanza banche e corporations usano le risorse del pianeta a loro piacimento, per conservare il potere e continuare il controllo sulla maggioranza dei popoli assoggettati da finte democrazie rappresentative istituite nella maggioranza dei territori.
La decrescita si poggia sul concetto di bioeconomia, essa si contrappone alla teoria economica classica basata unicamente sulla crescita senza tener delle leggi fondamentali della natura e, quindi della fisica. Tutto noi avremo sentito parlare della teoria entropica, ebbene la bioeconomia tiene conto dei danni ambientali e sanitari causati da una cattiva produzione industriale delle merci. Questo deve accadere per il semplice fatto che il Piante Terra ha risorse finite e, chi le spreca deve pagare un danno alle comunità. Oggi questo non accade perché il modello di sviluppo basato sulla crescita per la crescita ed esso non intendere rispettare i diritti dell’uomo, invece se lo facesse dovrebbe ridistribuire quei proventi ricavati in maniera illecita, cioè ricavati dall’usurpazione delle risorse. Purtroppo i potenti delle Terra sopravvivono grazie al nostro sostegno politico, perché essi hanno influenza, manipolato e programmato il pensiero dominante dell’èlite, purtroppo esiste un’èlite perché siamo stati abituati a vedere “qualcuno sopra di noi”, siamo stati programmati a vivere come schiavi e, noi non riusciamo a vedere la gabbia mentale intorno a noi poiché condizionati da uno stile di vita eccessivo, assurdo ed inumano.
Abbiamo uno stile di vita talmente stupido ma non riusciamo a rendercene conto perché mentalmente condizionati, immaturi e bloccati. Subiamo passivamente gli stili di vita che le stesse corporations SpA comunicano attraverso i media che controllano. E’ incredibile ragionare sul fatto che in realtà il “maestro di vita” è quella stupida scatola chiamata televisione. I principali condizionamenti provengono dalla TV, poi dagli studi e dall’ambiente. Ambiente inteso come famiglia, relazioni sentimentali, amicizia e lavoro.
La decrescita intende semplicemente ribaltare gli stili di vita e ripristinare l’uso razionale del cervello umano e l’uso razionale dell’energia. Si intende riscoprire il piacere del vivere sociale in maniera non più egoistica ma altruistica. Riscoprire il piacere dei cibi autoprodotti, della vita conviviale, dello stare insieme per affrontare i problemi della comunità locale avendo un approccio olistico e pragmatico dei temi affrontati.
Decrescita significa riappropriarsi dei beni comuni e tutelarli. Significa bere acqua del rubinetto ma sicura, significa affidare la gestione della stessa a società realmente pubbliche fatte anche dai cittadini e non da una corporation SpA.
Per tutti questi motivi la decrescita felice non è collocabile fra gli schieramenti politici attuali, siano essi di destra o di sinistra, per la banale ragione che i diritti non sono di una parte politica, ma di tutti. Mangiare cibi sani e di qualità, bere acqua pubblica e pulita, usare l’energia razionalmente, tutto questo ed altro sono pure scelte di buon senso, sono il frutto di azioni politiche che non hanno una bandiera politica. Se ci fossero rappresentanti eletti non corrotti, questi palerebbero di come eliminare gli sprechi energetici dalla rete nazionale e locale, applicherebbero l’uso delle tecnologie e delle fonti energetiche rinnovabili. Ma tutto questo non avviene perché la riduzione dei consumi e quindi della domanda energetica è opposta alla cultura della crescita del PIL, è opposta alle strategia dei monopolisti energetici nazionali e locali che guadagnano soldi proprio dagli sprechi e dai consumi e non dai risparmi energetici. Con questo semplice esempio ci rendiamo conto di come le attuali forze politiche siano del tutto obsolete, corrotte ed immorali. Si intuisce che la decrescita è un cultura politica moderna e contemporanea perché tiene conto del vivere sobrio utile al pianeta e quindi all’essere umano. Detto ciò è necessario condividere, studiare e mostrare quanto sia possibile vivere meglio e superare tutte le barriere mentali oggi esistenti. Si può iniziare applicando al strategia “rifiuti zero”, che imita le leggi della natura eliminando gli errori di progettazione industriale delle merci e riutilizza gli scarti inserendoli nel ciclo commerciale. La strategia rifiuti zero riduce al massimo i rischi ambientali e sanitari e, sostituisce gli obsoleti inceneritori con gli impianti di riciclo, molto meno costosi e più razionali.
Negli ultimi tempi alcune comunità locali hanno proposto città sostenibili denominate “transition town” consapevoli del “picco del petrolio”. Le tradizionali fonti energetiche fossili, petrolio e gas, ovviamente finiranno. Per cui alcune comunità hanno deliberato di non usarle più e diventare energeticamente indipendenti.
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Il termine decrescita, ufficialmente, indica una filosofia politica alternativa al pensiero politico dominante, sia esso capitalistico, socialista, comunista. Infatti, in tutti i Paesi, cosiddetti occidentali, viene adottato e accettato, sin dal 1944, un modello di sviluppo omogeneo in base ad un indicatore come il Prodotto Interno Lordo (PIL) che misura la produzione di merci e servizi immateriali in un anno. Il concetto di ricchezza è stato propagandato dalla Banca Mondiale (BM), dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) e dalla Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS) in maniera tale che il PIL e l’uso di una moneta stampata da una Banca Centrale fosse l’unico e vero “valore” da tenere in considerazione. Siamo arrivati al punto tale che le corporations SpA, tramite l’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), governano la politica mondiale e quindi anche locale e, non sono più le pubbliche istituzioni rappresentative democraticamente elette a decidere per conto dei popoli. Il modello errato di società che ci opprime è la crescita economica e monetaria per la crescita stessa, ignorando i diritti civili.
Pertanto sin dal dopo guerra è sorto un movimento culturale per porre critiche su questo modello sviluppo. Il dibattito politico-culturale negli anni ’50 e ’60 disse chiaramente che la misura del PIL non era sufficiente per capire il reale sviluppo e specificatamente per crescita non si doveva intendere solo quella economica e monetaria ma, anche culturale, etica, sociale e spirituale. E quindi il termine decrescita si contrappone alla crescita del PIL lasciando capire che non importa il segno positivo o negativo del PIL, poiché lo stesso non è un indice di crescita reale del Paese, ma uno stupido indicatore economico che non tiene conto dei diritti, della cultura, della salute, della qualità del cibo e della felicità umana.
Un manipolo di banchieri ed industriali è riuscito a programmare le menti di milioni di cittadini attraverso le università ed i media facendo elevando la moneta, da essi controllata, a dogma religioso, elevando la crescita monetaria ed industriale a dogma societario, a modello da imitare. Essi hanno manipolato il reale concetto di ricchezza, hanno manipolato i concetti di sviluppo e crescita. E la domanda di lavoro è l’efficace strumento di ricatto per schiavizzare gli esseri umani, opprimerli nella continua ricerca di un pezzo di carta stampata dalla Banche Centrali. La cosiddetta società “avanzata”, industriale, occidentale, dello “sviluppo” e dell’ossimoro “sviluppo sostenibile” è fondata su due poche regole: una moneta privata, l’assenza di etica nelle regole scritte, siano esse legge e norme degli Stati e, trattati internazionali ed accordi commerciali internazionali. In sostanza banche e corporations usano le risorse del pianeta a loro piacimento, per conservare il potere e continuare il controllo sulla maggioranza dei popoli assoggettati da finte democrazie rappresentative istituite nella maggioranza dei territori.
La decrescita si poggia sul concetto di bioeconomia, essa si contrappone alla teoria economica classica basata unicamente sulla crescita senza tener delle leggi fondamentali della natura e, quindi della fisica. Tutto noi avremo sentito parlare della teoria entropica, ebbene la bioeconomia tiene conto dei danni ambientali e sanitari causati da una cattiva produzione industriale delle merci. Questo deve accadere per il semplice fatto che il Piante Terra ha risorse finite e, chi le spreca deve pagare un danno alle comunità. Oggi questo non accade perché il modello di sviluppo basato sulla crescita per la crescita ed esso non intendere rispettare i diritti dell’uomo, invece se lo facesse dovrebbe ridistribuire quei proventi ricavati in maniera illecita, cioè ricavati dall’usurpazione delle risorse. Purtroppo i potenti delle Terra sopravvivono grazie al nostro sostegno politico, perché essi hanno influenza, manipolato e programmato il pensiero dominante dell’èlite, purtroppo esiste un’èlite perché siamo stati abituati a vedere “qualcuno sopra di noi”, siamo stati programmati a vivere come schiavi e, noi non riusciamo a vedere la gabbia mentale intorno a noi poiché condizionati da uno stile di vita eccessivo, assurdo ed inumano.
Abbiamo uno stile di vita talmente stupido ma non riusciamo a rendercene conto perché mentalmente condizionati, immaturi e bloccati. Subiamo passivamente gli stili di vita che le stesse corporations SpA comunicano attraverso i media che controllano. E’ incredibile ragionare sul fatto che in realtà il “maestro di vita” è quella stupida scatola chiamata televisione. I principali condizionamenti provengono dalla TV, poi dagli studi e dall’ambiente. Ambiente inteso come famiglia, relazioni sentimentali, amicizia e lavoro.
La decrescita intende semplicemente ribaltare gli stili di vita e ripristinare l’uso razionale del cervello umano e l’uso razionale dell’energia. Si intende riscoprire il piacere del vivere sociale in maniera non più egoistica ma altruistica. Riscoprire il piacere dei cibi autoprodotti, della vita conviviale, dello stare insieme per affrontare i problemi della comunità locale avendo un approccio olistico e pragmatico dei temi affrontati.
Decrescita significa riappropriarsi dei beni comuni e tutelarli. Significa bere acqua del rubinetto ma sicura, significa affidare la gestione della stessa a società realmente pubbliche fatte anche dai cittadini e non da una corporation SpA.
Per tutti questi motivi la decrescita felice non è collocabile fra gli schieramenti politici attuali, siano essi di destra o di sinistra, per la banale ragione che i diritti non sono di una parte politica, ma di tutti. Mangiare cibi sani e di qualità, bere acqua pubblica e pulita, usare l’energia razionalmente, tutto questo ed altro sono pure scelte di buon senso, sono il frutto di azioni politiche che non hanno una bandiera politica. Se ci fossero rappresentanti eletti non corrotti, questi palerebbero di come eliminare gli sprechi energetici dalla rete nazionale e locale, applicherebbero l’uso delle tecnologie e delle fonti energetiche rinnovabili. Ma tutto questo non avviene perché la riduzione dei consumi e quindi della domanda energetica è opposta alla cultura della crescita del PIL, è opposta alle strategia dei monopolisti energetici nazionali e locali che guadagnano soldi proprio dagli sprechi e dai consumi e non dai risparmi energetici. Con questo semplice esempio ci rendiamo conto di come le attuali forze politiche siano del tutto obsolete, corrotte ed immorali. Si intuisce che la decrescita è un cultura politica moderna e contemporanea perché tiene conto del vivere sobrio utile al pianeta e quindi all’essere umano. Detto ciò è necessario condividere, studiare e mostrare quanto sia possibile vivere meglio e superare tutte le barriere mentali oggi esistenti. Si può iniziare applicando al strategia “rifiuti zero”, che imita le leggi della natura eliminando gli errori di progettazione industriale delle merci e riutilizza gli scarti inserendoli nel ciclo commerciale. La strategia rifiuti zero riduce al massimo i rischi ambientali e sanitari e, sostituisce gli obsoleti inceneritori con gli impianti di riciclo, molto meno costosi e più razionali.
Negli ultimi tempi alcune comunità locali hanno proposto città sostenibili denominate “transition town” consapevoli del “picco del petrolio”. Le tradizionali fonti energetiche fossili, petrolio e gas, ovviamente finiranno. Per cui alcune comunità hanno deliberato di non usarle più e diventare energeticamente indipendenti.
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Venerdì scorso a San Vito ad un’iniziativa organizzata da Rifondazione per la campagna elettor
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La riflessione odierna del Papa sull’inquinamento morale mi ha fatto venire in mente un articolo ch
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El pasado 20 de Mayo quedó inaugurado el mayor parque eólico onshore de Europa en Escocia: Whitelee Wind Farm.
Inicialmente con una capacidad energética de 322 MW, y 140 aerogeneradores sobre un área de 55 km2, en un futuro su capacidad llegará hasta los 600 MW. Esta nueva planta supone una reducción de más de 540.ooo toneladas de CO2. Construida a 370 metros sobre el nivel del mar y a escasos 15 kilómetros de Glasgow, Whitelee Wind Farm podría abastecer a más de 500.000 personas que viven en un radio menor de 30 kilómetros.
La planta ha sido construida por Iberdrola Renovables y su filial Scottish Power, perteneciente al Grupo Iberdrola.
Vía: [YouTube]
Technorati Tags:ingenieria, newspost, whitelee, wind, farm, parque, eolico, iberdrola, scottish, power
A Palermo governa la maggioranza di Papi Silvio e la monnezza invade ormai da una decina di giorni tutta la città, dal centro alla periferia, ma in tv la notizia è celata. Ieri notte sono state dati alle fiamme numerosi cassonetti dell’immondizia dalla popolazione esasperata. Nessun servizio oggi su TG1, TG2 e Mediaset. La7 e il TG3 ne hanno parlato con ampia dovizia di immagini.


