


Archive for giugno, 2009
Dal Messaggero del 30 giugno 2009
NO DEL CONSIGLIO COMUNALE ALL’AUTOSTRADA ROMA-LATINA
di M. D. M.
Il Consiglio comunale di Pomezia ha detto “no” all’autostrada Roma-Latina. Un no sofferto per la maggioranza di centrosinistra che non ha accolto in maniera compatta l’emendamento proposto – votato invece all’unanimità dal centrodestra – dal consigliere di Rifondazione Francesco Boager. Alla fine, grazie ai voti del PdL, della Rosa Bianca, dell’UDC e di una parte della maggioranza (alcuni però sono usciti dall’aula, altri si sono astenuti e altri hanno votato contro, ndr) è passata la linea di Boager. La città non è solo contraria al progetto, ma anche alla realizzazione dell’autostrada e per questo ha deciso di dare mandato al dirigente di presentare un’eventuale ricorso al TAR e alla Corte Europea contro tutti gli atti che il governo Marrazzo approverà a favore del cosiddetto corridoio intermodale.
E ieri in Consiglio era presente anche una folta rappresentanza del Comitato “No Corridoio” che ha già organizzato per il 17 luglio prossimo una manifestazione contro l’autostrada. Un “No” motivato dall’inutilità di un’opera che parte da Borgo Piave e termina a Castel Romano, dunque inefficace a snellire il traffico sulla Pontina che si forma poco prima dello svincolo di Pratica di Mare. Antieconomica perché costerebbe oltre 2 miliardi a fronte invece di una metropolitana leggera, assai meno cara.
Dal Messaggero del 30 giugno 2009
FIUMICINO, STRAGE DI PESCI IN UN CANALE
di U. Ser.
Moria di pesce nel canale di bonifica che collega le idrovore alla darsena di Fiumicino. Un tappeto di cefali di piccolo taglio, nel tratto che scorre all’interno del parco di Villa Guglielmi, ha fatto scattare l’allarme sicurezza: scongiurare che le carcasse, impigliate tra le alghe alte del canale a causa della scarsa presenza di acqua, finissero nella darsena e quindi sulle spiagge attraverso il canale navigabile.
Sul posto è giunta una pattuglia delle Polizia Provinciale, oltre all’assessore all’Ambiente, che ha supportato le operazioni di prelievo di alcuni campioni di pesce, da parte dei tecnici dell’ASL RM D, e trasferiti poi all’istituto di profilassi di Roma per accertare le cause della morte. Successivamente sono giunti anche gli esperti dell’ARPA che hanno invece predisposto prelievi di acqua del collettore delle acque alte per verificare eventuali presenze di agenti inquinati.
«Non è la prima volta che registriamo questo fenomeno della moria – precisa l’assessore all’Ambiente Pasquale Proietti, al termine di un sopralluogo da cui è poi scaturita l’operazione di bonifica del tratto di alveo – con molta probabilità le cause sono sempre le stesse: la scarsa presenza di ossigeno nell’acqua a causa del basso livello del canale. È stato già predisposto l’intervento della Fiumicino servizi che dovrà provvedere a rimuovere il grosso quantitativo di pesce». L’assessore ha poi precisato che le spese sostenute dal Comune costiero verranno «girate all’assessorato regionale all’Ambiente» visto che l’amministrazione di Fiumicino, in occasione della moria di alcuni anni fa, «non ha ricevuto alcun contributo per la conseguente pulizia delle spiaggia».
«Questo desolante scenario – precisa Mario Russo D’Auria, presidente dell’associazione Progetto Futuro – non è insolito ai nostri occhi. I canali vanno puliti dalla folta presenza di canne che, in alcuni tratti, coprono l’alveo. In questi poi si annida di tutto: topi e serpenti in particolare. Inoltre, la presenza di qualche scarico abusivo di liquami provoca odori nauseabondi. È chiaro che non dobbiamo meravigliarci se poi si registrano queste morie».
Subito messi in atto ieri gli interventi di bonifica con la posa di una barriera di “panne” supportata da una rete in cui raccogliere il pesce sospinto dall’acqua alta a seguito dell’apertura delle chiuse delle idrovore. Con dei retini poi il recupero dei cefali morti che verranno trasferiti in una discarica per rifiuti speciali. Era indispensabile fare presto perché il parco è molto frequentato in questo periodo soprattutto da genitori che portano a passeggio i figli. «Un’operazione indispensabile che impedirà all’onda di pesce morto di invadere la darsena – dice Marcello Tucciarone della cooperativa “Porto di Traiano”, che garantisce l’assistenza alle barche da diporto ormeggiate nell’approdo -. La precedente moria ci ha provocato enormi disagi perché molte carcasse sono finite tra gli scafi e con il caldo hanno reso irrespirabile l’aria circostante».
Gli agenti della polizia provinciale hanno raccolto tutti gli elementi e aperto un’inchiesta. «È nostro compito accertare le cause della moria – precisa Luigi Iacobucci, responsabile del distaccamento Roma-ovest della Polizia Provinciale – anche se questo fenomeno è già accaduto in precedenza».
Dal quotidiano gratuito Metro del 30 giugno 2009
PROTESTA DI LEGAMBIENTE A VENEZIA: “FUORI LE GRANDI NAVI DALLA LAGUNA”
In occasione della tappa veneziana di Goletta Verde, ieri mattina gli attivisti di Legambiente hanno srotolato uno striscione per protestare contro l’approdo di grosse navi da crociera in Laguna, perché «devastano rive, fondamenta e fondali per effetto dello spostamento d’acqua provocato dalle loro enormi dimensioni».
Dal quotidiano gratuito Metro del 30 giugno 2009
RIFIUTI, CRESCE LA RACCOLTA DI LAMPADINE
Boom nella raccolta di lampadine nel 2009. Ecolamp, il consorzio senza scopo di lucro che si occupa della raccolta e dello smaltimento di apparecchiature di illuminazione, ha fatto sapere di aver duplicato in questi primi sei mesi dell’anno l’intero risultato del 2008, raggiungendo i 320.000 kg di lampadine raccolte in tutta Italia.
Paul Broun, congressista republicano dos EUA, teceu, na passada sexta-feira, afirmações de encantar, pelo menos a todos quantos acreditam no Pai Natal. Paul Krugman, relata as caricatas considerações da seguinte forma:
«Indeed, if there was a defining moment in Friday’s debate, it was the declaration by Representative Paul Broun of Georgia that climate change is nothing but a “hoax” that has been “perpetrated out of the scientific community.” I’d call this a crazy conspiracy theory, but doing so would actually be unfair to crazy conspiracy theorists. After all, to believe that global warming is a hoax you have to believe in a vast cabal consisting of thousands of scientists — a cabal so powerful that it has managed to create false records on everything from global temperatures to Arctic sea ice».
Incrível como ainda há tropelias autistas semelhantes às de quem ainda acredita no Pai Natal. Diria que o “embuste” perpetrado pela comunidade científica está de tal forma bem engendrado que até a NASA foi metida ao barulho, com estudos tão mentirosos quanto meticulosos. Assim, os videos demonstrando as alterações médias de temperatura à superfície do planeta, nos últimos 100 anos, não são mais que desenhos animados do mais puro entretenimento científico.
Na mesma medida, este mapa com a evolução média da temperatura no Mundo, será, para o congressista Broun, uma bela pintura de Renoir, bem ao estilo rococó.
O gráfico em baixo, bem podia ser proveniente dos resultados de um electrocardiograma realizado a alguém com as faculdades de raciocínio intactas, depois de ler ou ouvir a obtusa teoria da conspiração ventilada por Paul Broun.
giu
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O Melhor do Japão no Brasil
Made in Japan, em comemoração aos 101 anos da imigração japonesa no Brasil, preparou um roteiro para você conhecer o que o território verde-amarelo tem de melhor a oferecer sobre a cultura nipônica. São restaurantes, passeios, clínicas, museus, cursos, academias, lojas, monumentos – enfim, uma seleção especial de atrações que vai do pop ao tradicional para agradar a todos os gostos.
Estudo na Tôdai
Brasileiro conta como é a vida de um estudante da universidade de Tokyo, a mais famosa de todo o arquipélago
Irmãs Popstars!
As cantoras Kumi Koda e sua irmã misono se unem para abalar o universo J-Pop
Descanse em paz
Asilo para cães oferece todos os mimos para cães-guia aposentados
Prius terceira geração
Conheça o carro híbrido mais ecologicamente correto da Toyota
Epidemia no Japão
Saiba como os japoneses estão reagindo à gripe suína, que já registra mais de 500 casos no país
Moda Eco
Grupo Mottainai promove o uso do embrulho japonês, o furoshiki, que além de “eco” é fashion
Guloseimas com cara de Japão
Bebidas, doces, petiscos, salgadinhos e muito mais – direto das prateleiras das lojas de conveniência nipônicas
Boom de cosplays
World Cosplay Summit 2009: Brasil vive febre de cosplayers
Jardim japonês
Dê um toque zen em qualquer ambiente da casa com os belos jardins nipônicos
Carreira pública
Prestar concurso público é uma das alternativas para dekasseguis desempregados recém-chegados ao Brasil
Made in Japan #142
66 páginas
R$ 7,90 (Brasil)
600 ienes (Japão)
Previsão de lançamento para o dia: 03/07/09
Dal Messaggero del 30 giugno 2009
ALLARME SQUALI, MA ERA UN BRANCO DI DELFINI
di E. Pie.
Una mattinata in spiaggia al cardiopalma. Mancava solo l’inquietante colonna sonora del capolavoro di Steven Spielberg. Non uno squalo ma ben nove. Un avvistamento che incute timore quello avvenuto ieri mattina al largo della spiaggia di Sabaudia. Attorno alle 8,30 le persone che si trovavano al mare, presso lo stabilimento del Casaca, hanno notato, a diversi metri dalla riva, nove pinne nere che fuoriuscivano dall’acqua e che si aggiravano nello specchio di mare antistante l’arenile. Panico tra i bagnanti che hanno seguito con lo sguardo lo spostamento dei pesci. Immediato è scattato l’allarme e sul posto si sono precipitati i marinai della Capitaneria di Porto di Sabaudia per effettuare una verifica della segnalazione. Gli uomini, guidati dal comandante Ercole Fratarcangeli, non hanno però individuato nessuno squalo. Dei pesci nessuna traccia. Con ogni probabilità, secondo i militari della delegazione di spiaggia di Sabaudia, si trattava di un gruppo di nove delfini che si è spinto vicino a riva e che poi si è spostato in direzione del Circeo. In effetti la pinna di alcune specie di delfini può far pensare allo squalo. Nel pomeriggio i marinai hanno compiuto un ulteriore controllo a largo a bordo del gommone della capitaneria di porto ma nessuna traccia dei presunti squali. Plausibile quindi che si sia trattato di delfini, avvistati più volte in passato al largo del Circeo e di Ponza. Intanto proseguono le attività di controllo in spiaggia da parte della delegazione di spiaggia. Dal 24 al 28 giugno i marinai della Capitaneria di Porto di Sabaudia hanno elevato due verbali: uno per violazione dell’ordinanza balneare da parte del titolare di uno stabilimento e uno per mancato utilizzo del caschetto sulla moto d’acqua. 19 le imbarcazioni controllate, una unità da diporto soccorsa per avaria al motore.
Dal Corriere della Sera del 27 giugno 2009
«MONTAGNE MISTERIOSE, ORA PROIBIAMO I SUV»
di Massimo Spampani
«Se è soltanto per il blasone di avere la patacca appiccicata sulla casacca non mi interessa niente. La montagna, prima di blasoni e bandiere, ha le sue necessità se vuole continuare a vivere».
Mauro Corona, scrittore, scultore e alpinista che vive a Erto, nelle Dolomiti friulane, affonda le sue radici nel paesaggio che oggi l’UNESCO tutela. «Mi va bene che le Dolomiti entrino nel patrimonio mondiale, questa invisibile nobiltà – aggiunge -. Però, di pari passo, ci vogliono i servizi. Noi siamo montagne di serie B. I nostri figli per andare a scuola da Erto prendono il pullman degli operai alle cinque del mattino fino a Longarone e da lì proseguono in treno fino a Belluno. Non vorrei che questo blasone ci emargini definitivamente. Ben venga la medaglia, ben venga questa ala protettrice, ma perché dobbiamo pagare il gasolio per riscaldarci come quelli che ne consumano un decimo? Ci lasciano morire per estinzione sotto l’alto patrocinio dell’UNESCO: la cosa non mi quadra troppo».
Per l’artista-alpinista però non c’è alcun dubbio che le Dolomiti meritino questo riconoscimento. «Non soltanto le guglie e l’enrosadira – dice – lo merita la gente. Qui abbiamo mani dolomitiche, braccia dolomitiche, gambe dolomitiche. Queste montagne sono speciali perché sono belle, matite nel cielo, missili, colori. Ho visto altre montagne del mondo, ma queste sono misteriose, sono affettuose, fanno capire anche a chi viene da lontano che è parte di questo ambiente. Ti rilassano». E Corona non vede nessuna differenza tra patrimonio culturale e patrimonio naturale (quello a cui l’UNESCO ha scelto di far appartenere le Dolomiti). «La mela da sola non si può gustare, ci vuole la mela e un palato per gustarla. Tutta questa natura se non ci fosse l’uomo cosa sarebbe? Nulla».
In quanto all’affare che si celerebbe dietro il «marchio» UNESCO lo scrittore è scettico sul fatto che il turismo abbia un incremento automatico del 30% come qualcuno ha detto. «Ma siccome siamo indottrinati dalla televisione se cominci a sentir dire che le Dolomiti sono patrimonio dell’umanità può darsi anche che qualcuno che non sapeva nemmeno dove sono collocate, arrivi quassù. Quando davanti al nome di una persona metti dottor, la gente cammina subito in ginocchio». Corona non vorrebbe che tutto si fermasse all’ala protettrice: «Ben venga, ma sono già protette. E poi in che modo le si protegge? Con il grande scrittore Mario Rigoni Stern abbiamo predicato una vita che i boschi vanno tagliati altrimenti si inselvatichiscono e si soffocano a vicenda. Oggi però bisogna mettere un freno: che è l’andare a piedi. Quando va a piedi, il turista si seleziona da solo per gradi di camminata. Salvare le Dolomiti è come scolpire, bisogna togliere. Proibire i dannati SUV. Il turista deve arrivare in zona, ma quando è lì deve bloccare la macchina e buttare le chiavi nel torrente. Quando ritorni l’auto deve avere sopra un dito di polvere. E basta anche con gli impianti di risalita, non ne servono più».
Dal Corriere della Sera del 27 giugno 2009
OCEANI, MISURATA LA RESA DEL PLANCTON
di Massimo Spampani
C’è una galassia di minuscoli organismi vegetali che vivono negli oceani. Nel loro assieme costituiscono il fitoplancton. Sono alghe microscopiche, cianobatteri: alla loro capacità di utilizzare la luce solare come fonte di energia si deve la metà degli zuccheri e dell’ossigeno totale prodotto dagli organismi vegetali sulla Terra, attraverso la fotosintesi. Una reazione essenziale per la vita che non è quindi affidata solo alle foreste e alle piante terrestri. Ora attraverso un satellite della NASA, il Modis, è possibile per la prima volta conoscere con ragionevole precisione qual è lo stato di salute di questi microorganismi e conseguentemente la produttività degli oceani. La «lettura» che fa il satellite si basa sulla fluorescenza, ossia quella quota di radiazione solare che dopo essere stata assorbita dai vegetali viene riemessa nell’infrarosso vicino. Esiste infatti un rapporto tra la fluorescenza degli oceani rilevata dal satellite e le condizioni del fitoplancton. Valori elevati di fluorescenza indicano che la fotosintesi è sottoposta a stress e quindi ha una resa minore. «Ora – dice Michael Behrenfeld, biologo marino dell’Oregon State University – disponiamo di un importante nuovo strumento per osservare i cambiamenti del fitoplancton ogni settimana, in tutto il pianeta». Per esempio la fluorescenza aumenta quando il fitoplancton è sotto stress per mancanza di ferro, un nutriente critico nelle acque marine. Ferro necessario per la crescita delle piante che raggiunge la superficie marina attraverso i venti che trasportano le polveri dai deserti e dalle altre zone aride continentali. I cambiamenti climatici, agendo sull’intensità dei venti, possono così portare a un maggiore o minore trasporto di polvere con conseguenza per la produttività del fitoplancton. Dalle informazioni satellitari sono emerse alcune sorprese. Era noto che, per esempio, parte dell’Oceano Pacifico equatoriale, alcune regioni attorno all’Antartico e parte dell’Oceano Pacifico sub Artico al di sotto dell’Alaska, avevano una produttività foto sintetica limitata per la carente disponibilità di ferro. La novità emersa tuttavia, è che anche la parte nord dell’Oceano Indiano durante l’estate ha lo stesso problema, quando il monsone spira verso il continente. Le applicazioni di una metodologia satellitare di questo tipo sono numerose. Il fitoplancton tra l’altro costituisce la base della catena alimentare degli animali marini.
Washington: El Banco Mundial aprobó el viernes 180 millones de dólares para la renovación y modernización de viejas, contaminantes e ineficientes centrales eléctricas de carbón en la India, en una medida que podría ayudar a reducir las emisiones de carbono.
“El proyecto, que espera reducir las emisiones de carbono y aumentar la producción de energía en estas plantas, es co-financiado con 45,4 millones de dólares por el “Global Environment Facility (GEF)”, el organismo de financiación dijo en un comunicado.
Este sería el primer paso de un plan que durará una década para aumentar el suministro de energía mediante la rehabilitación de una serie de antiguas plantas de carbón al mismo tiempo que el país se traslada a otras opciones de generación de energía más inocuas para el medio ambiente a largo plazo, dijo el Banco Mundial.
Con la propuesta, las tres centrales eléctricas de carbón, de alrededor de 200-220 MW de capacidad cada una, en Bandel en Bengala Occidental, Koradi en Maharashtra, y Panipat en Haryana serán modernizadas.
“Si efectivamente estas medidas se ampliasen al resto de unidades similares que requieren rehabilitación, la India podría conseguir recortes de emisiones de alrededor de 10 a 13 millones de toneladas de CO2 cada año”,dijo Mikul Bhatia, especialista en energía del Banco Mundial y líder del equipo de proyecto.
Actualmente, alrededor del 80 por ciento de la electricidad suministrada a los hogares, granjas y fábricas en la India procede de plantas de carbón, un tercio de las cuales son viejas e ineficientes, y emiten gases nocivos a la atmósfera, dijo.
Fuente: Economic Times 19/06/09




