


Archive for luglio, 2009
Da Latina Oggi del 28 luglio 2009
RIFIUTI, SENZA SOLUZIONE
di Alessandro Di Norma
Malgrado i servizi predisposti dalla SPL S.p.A. di Sezze (la società che gestisce i servizi pubblici locali) l’abbandono indiscriminato dei rifiuti nel territorio setino sembra un fenomeno che non accenna a fermarsi. Eppure, la società che gestisce anche la raccolta dei rifiuti ha messo a disposizione i propri uomini per fornire gratuitamente un servizio di raccolta a domicilio dei cosiddetti rifiuti ingombranti; addirittura ha predisposto lo stesso servizio per tutti i meccanici e i gommisti della zona ai quali, sempre gratuitamente, vengono ritirati gli pneumatici usati. Malgrado questo atteggiamento di piena apertura nei confronti dei cittadini le strade di campagna o della conca di Suso, sono sempre più spesso luoghi prediletti per l’abbandono di rifiuti. Non basta che la pianura sia circoscritta all’interno del Piano paesaggistico territoriale o che alcune zone di collina ricadano nelle Zone di protezione speciale. Non basta, così come evidentemente non basta il servizio messo a disposizione dalla SPL, come non basta la sorveglianza. E come non è bastato l’appello lanciato qualche giorno fa dal presidente della SPL Vincenzo Rosella con il quale ha invitato tutti i cittadini ad aiutare la società a mantenere pulite le strade del comune. Un appello che sembra sia stato raccolto da pochi. Basta farsi un giro per le strade di Sezze e rendersi conto. I cestini per l’immondizia immacolati mentre per terra giace ogni tipo di rifiuto. Questo è solo uno dei tanti motivi per cui la raccolta differenziata a Sezze centro è ferma al 7 %. Non è facile individuare la «ricetta» per porre rimedio a questa situazione.
Quello di cui sicuramente c’è bisogno è una vera «rivoluzione culturale» che parta dal basso, dalle nuove generazioni. Intanto però, va detto – a rimarcare gli sforzi della società – che dal prossimo 7 settembre partirà il servizio di raccolta differenziata totale alla zona di Sezze Scalo centro.
Le 1.400 utenze che gioveranno di tale servizio, in questi giorni saranno contattate e dotate di un kit per la raccolta differenziata (sacchi e bidoncini), del calendario e di depliant informativi su come si differenziano i rifiuti. Saranno anche predisposti incontri presso il centro sociale anziani di Via Puglie con lo scopo sensibilizzare la cittadinanza e tentare di frenare un fenomeno esteso e difficilmente contrastabile con i mezzi oggi a disposizione.
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Dal quotidiano gratuito DNews del 29 luglio 2009
LA CRISI INQUINA MENO MA FRENA I FONDI PRIVATI PER RICERCA E SVILUPPO
di Aldo De Masi
La crisi ci fa risparmiare emissioni di anidride carbonica del 6% l’anno nel 2008 e nel 2009. Consolazione, tra le poche, che emerge dal Rapporto energia e ambiente 2008 dell’ENEA. Perché se a far più rumore nella relazione del presidente Luigi Paganetto è la “promozione” del nucleare, nell’ambito di un mix energetico che auspica anche importanti investimenti sulle rinnovabili, rischia di passare sotto silenzio l’elemento centrale: l’allarme lanciato sulla penuria di fondi pubblici e privati per l’innovazione, l’efficienza e il trasferimento tecnologico delle scoperte della ricerca all’industria e ai consumi.
Meno emissioni nel biennio 2008-2009, dunque. E dopo la crisi? L’ENEA ammette di non essere in grado «di valutare la tendenza che si affermerà in futuro». Insomma, se la domanda di energia riprendesse a correre, raggiungere i risultati di risparmio ed efficienza previsti per il 2020 potrebbe diventare molto difficile. «Nucleare e rinnovabili – si afferma inoltre nel Rapporto -non sono e non devono essere considerati in alternativa. Sono entrambi necessari». Soprattutto, sono necessari gli investimenti in ricerca. Per il nuovo solare termodinamico e per la fusione nucleare (le attuali centrali si basano sul processo di fissione) sui quali l’ENEA punta molto.
Nella bolletta
«L’attività di ricerca ed innovazione è essenziale», continua il Rapporto, che sottolinea il deficit di investimenti privati in ricerca e sviluppo, soprattutto sulle rinnovabili. «Giappone, Germania nonché Svezia e Finlandia – si legge – investono, nel settore privato, intorno al 2% del PIL, contro lo 0,5% dell’Italia, in ricerca e sviluppo per le rinnovabili. Spagna, Danimarca, Svezia, Finlandia e Germania investono sulle rinnovabili tra il 45% e il 25% della loro spesa di ricerca energetica, l’Italia il 15%».
Per ora a pagare la ricerca, sulla bolletta, sono i contribuenti: circa 60 milioni di euro l’anno prelevati sulla voce A5 della fattura dell’energia elettrica. Lo ha ricordato intervenendo alla presentazione del Rapporto il presidente dell’Autorità per l’Energia e il Gas Alessandro Ortis. «L’Italia – ha sottolineato Ortis – è in ritardo rispetto agli obiettivi di Lisbona coma quota del Prodotto interno lordo dedicata a sviluppo e ricerca». Un ritardo, ha concluso, «che riguarda in particolar modo «i finanziamenti privati».
Il 21 luglio, presso l’aula del Senato era stata calendarizzata la discussione di ben quattro mozioni relative alla promozione in Italia di sistemi di produzione di energia elettrica mediante la tecnologia del solare termodinamico o solare a concentrazione. La tecnologia in questione è utilizzata in diversi paesi (California, Nevada, Spagna) da diversi anni e prevede la realizzazione di impianti di grandi dimensioni che, le tecnologie più avanzate, permettono di accumulare il calore prodotto e renderlo disponibile a richiesta degli utenti. Read the rest of this entry »
lug
28
IBM Research esplora le tecnologie per le batterie di nuova generazione
IBM ha dato il via ad un nuovo progetto di ricerca nel campo delle batterie ricaricabili. L’obiettivo è la realizzazione di batterie in grado di immagazzinare una quantità di energia dieci volte superiore a quella delle più potenti batterie a ioni di Litio.
Queste nuove batterie potrebbero alimentare reti di distribuzione di energia, spingere la diffusione di autoveicoli elettrici e altro ancora.
Per accelerare l’iniziativa, IBM Research raggrupperà alcune dei migliori cervelli nel campo della scienza, dell’industria e della tecnologia nei suoi laboratori di Almaden il 26 e 27 agosto. Quest’anno, il focus sarà sui sistemi per batteria avanzati e sull’evoluzione dei sistemi per l’immagazzinamento dell’energia.Tra gli speakers della due giorni di Almaden, il Premio Nobel ed esperto di energia Burton Richter, Marc Tarpenning, co-fondatore di Tesla Motors, e Deborah Gordon, co-autrice di 2 Billion Cars.
L’Almaden Institute raggruppa pensatori tra i più innovativi provenienti dal mondo dell’accademia, del governo, dell’industria, dai laboratori di ricerca e dell’informazione per un dialogo intellettuale di alto livello e vigoroso incentrato sulle principali sfide ai limiti della scienza e della tecnologia. Questo progetto si unisce ai diversi lanciati in precedenza dagli Almaden Institutes nell’ambito della cognitive computing, service science e informatica per la salute e la sanità.
Facendo leva sull’esperienza nel campo delle scienze dei materiali, nanotecnologia, chimica verde e supercomputing, gli scienziati dell’IBM Research’s Almaden lab di San Jose, in California, hanno intrapreso una ricerca pluriennale su una rete di immagazzinamento di energia efficiente, a basso costo. Il team esplorerà i sistemi di batterie ricaricabili a Litio/Aria, che hanno la maggiore densità energetica di tutti i sistemi di batteria praticabili e sono decisamente più sicuri dei tradizionali sistemi a ioni di Litio.
“Le tecnologie di immagazzinamento dell’energia ad alta densità e scalabili stanno emergendo come la grande innovazione in questa era di fonti rinnovabili di energia e reti intelligenti,” dice Sharon Nunes, vice president, Big Green Innovations, IBM. “Oggi, la grande maggioranza del petrolio mondiale viene bruciato nei trasporti. Fonti come l’energia eolica e solare hanno fluttuazioni continue nella disponibilità. Noi crediamo la soluzione risieda nello sviluppo di un’efficiente ed economica rete di immagazzinamento dell’energia.”
IBM intende costruire accordi di collaborazione con industrie leader, università e mondo della ricerca, e altri campi di attività. L’azienda punterà a brevettare le proprietà intellettuali che risulteranno dalla ricerca piuttosto che procedere alla produzione delle batterie.
I team di IBM Research in tutto il mondo applicano i concetti e le teorie più avanzate nella scienza dei materiali, della fisica, strumenti per la creazione di modelli e integrazione delle conoscenze per affrontare le opportunità di gestione ambientale che emergono. IBM si focalizza su diverse aree relative all’ambiente e all’energia, incluse le tecnologie e i servizi per l’efficienza energetica, la gestione del carbonio, la gestione avanzata delle risorse idriche, le reti intelligenti di utility e i sistemi di trasporto intelligenti.
L’attenzione dell’azienda sull’esplorazione delle tecnologie per le batterie deriva dall’iniziativa Big Green Innovations. Annunciata nell’ottobre 2006, come parte dell’investimento di IBM in 10 nuovi campi generati dall’InnovationJam, Big Green Innovations si è concentrata sulla gestione delle risorse idriche, l’energia alternativa e la gestione del carbonio.
Con decine d’anni di leadership nelle questioni ambientali, una dimostrata capacità di risolvere sfide complesse e una diffusione globale senza paralleli, IBM gode di una posizione unica per aumentare l’efficienza degli attuali sistemi e abilitare le strategie “green” dei clienti.
Energie rinnovabili: la Commissione CE istituisce un modello sui piani di azione
Mentre si moltiplicano gli interventi promozionali da parte delle diverse istituzioni interessate sul fronte dell’energia nucleare…
Mancano tre giorni alla scadenza del Concorso di idee “Arte ed energia alternativa”. In palio 1.500,00 euro e la realizzazioen dell’idea proposta per far “rivivere” il fronte della sede aziendale. Qui maggiori info
lug
28
Sempre nell’ottica (e qui proprio di ottica si parla) di salvare il mondo…
Per caso ho scoperto che
e
hanno prodotto insieme occhiali in materiale riciclato, da scarti di produzione di altri occhiali.
La parola ‘scarto’ può far pensare a qualcosa di seconda scelta, in realtà sono identici agli altri occhiali e hanno le lenti garantite da nau, che è un’azienda attenta al rispetto per l’ambiente.
Bhe, potevano mancarmi gli occhiali riciclati?
NO!
Quindi io ho gli occhiali da sole ricilati, ce ne sono 4 o 5 modelli, fra i quali ho trovato trovato quello che fa per me!
Mi sembra una bella iniziativa, degna di nota.

Dal quotidiano gratuito Metro del 28 luglio 2009
“STATI UNITI E CINA INSIEME PER IL CLIMA”
Stati Uniti e Cina devono e possono lavorare insieme sul clima e per una crescita economica equilibrata. Il presidente americano Barack Obama, nel discorso con cui ha aperto il “Dialogo economico strategico” tra Stati Uniti e Cina, che si chiude oggi a Washington, auspica che i due Paesi possano insieme «fare solidi progressi sulle questioni più importanti perché le nostre relazioni daranno forma al XXI secolo». Nel suo intervento, l’inquilino della Casa Bianca ha sottolineato l’importanza del rispetto dei diritti umani delle minoranze etniche e religiose. Al centro della due giorni di Washington tra USA, che non aderisce al protocollo di Kyoto, e Cina, che all’ultimo G8 si è rifiutata di ridurre del 50% le emissioni di CO2, i cambiamenti climatici. A questo proposito Obama afferma che Stati Uniti e Cina hanno un interesse comune nel creare fonti di energia «sicura e pulita».
Sul nucleare, Obama ha sottolineato che USA e Cina «devono continuare la collaborazione per ottenere una denuclearizzazione della penisola coreana». La Corea del Nord si è mostrata aperta al dialogo.



