Il termine decrescita, ufficialmente, indica una filosofia politica alternativa al pensiero politico dominante, sia esso capitalistico, socialista, comunista. Infatti, in tutti i Paesi, cosiddetti occidentali, viene adottato e accettato, sin dal 1944, un modello di sviluppo omogeneo in base ad un indicatore come il Prodotto Interno Lordo  (PIL) che misura la produzione di merci e servizi immateriali in un anno. Il concetto di ricchezza è stato propagandato dalla Banca Mondiale (BM), dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) e dalla Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS) in maniera tale che il PIL e l’uso di una moneta stampata da una Banca Centrale fosse l’unico e vero “valore” da tenere in considerazione. Siamo arrivati al punto tale che le corporations SpA, tramite l’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), governano la politica mondiale e quindi anche locale e, non sono più le pubbliche istituzioni rappresentative democraticamente elette a decidere per conto dei popoli. Il modello errato di società che ci opprime è la crescita economica e monetaria per la crescita stessa, ignorando i diritti civili.

Pertanto sin dal dopo guerra è sorto un movimento culturale per porre critiche su questo modello sviluppo. Il dibattito politico-culturale negli anni ’50 e ’60 disse chiaramente che la misura del PIL non era sufficiente per capire il reale sviluppo e specificatamente per crescita non si doveva intendere solo quella economica e monetaria ma, anche culturale, etica, sociale e spirituale. E quindi il termine decrescita si contrappone alla crescita del PIL lasciando capire che non importa il segno positivo o negativo del PIL, poiché lo stesso non è un indice di crescita reale del Paese, ma uno stupido indicatore economico che non tiene conto dei diritti, della cultura, della salute, della qualità del cibo e della felicità umana.

Un manipolo di banchieri ed industriali è riuscito a programmare le menti di milioni di cittadini attraverso le università ed i media facendo elevando la moneta, da essi controllata, a dogma religioso, elevando la crescita monetaria ed industriale a dogma societario, a modello da imitare. Essi hanno manipolato il reale concetto di ricchezza, hanno manipolato i concetti di sviluppo e crescita. E la domanda di lavoro è l’efficace strumento di ricatto per schiavizzare gli esseri umani, opprimerli nella continua ricerca di un pezzo di carta stampata dalla Banche Centrali. La cosiddetta società “avanzata”, industriale, occidentale, dello “sviluppo” e dell’ossimoro “sviluppo sostenibile” è fondata su due poche regole: una moneta privata, l’assenza di etica nelle regole scritte, siano esse legge e norme degli Stati e, trattati internazionali ed accordi commerciali internazionali. In sostanza banche e corporations usano le risorse del pianeta a loro piacimento, per conservare il potere e continuare il controllo sulla maggioranza dei popoli assoggettati da finte democrazie rappresentative istituite nella maggioranza dei territori.

La decrescita si poggia sul concetto di bioeconomia, essa si contrappone alla teoria economica classica basata unicamente sulla crescita senza tener delle leggi fondamentali della natura e, quindi della fisica. Tutto noi avremo sentito parlare della teoria entropica, ebbene la bioeconomia tiene conto dei danni ambientali e sanitari causati da una cattiva produzione industriale delle merci. Questo deve accadere per il semplice fatto che il Piante Terra ha risorse finite e, chi le spreca deve pagare un danno alle comunità. Oggi questo non accade perché il modello di sviluppo basato sulla crescita per la crescita ed esso non intendere rispettare i diritti dell’uomo, invece se lo facesse dovrebbe ridistribuire quei proventi ricavati in maniera illecita, cioè ricavati dall’usurpazione delle risorse. Purtroppo i potenti delle Terra sopravvivono grazie al nostro sostegno politico, perché essi hanno influenza, manipolato e programmato il pensiero dominante dell’èlite, purtroppo esiste un’èlite perché siamo stati abituati a vedere “qualcuno sopra di noi”, siamo stati programmati a vivere come schiavi e, noi non riusciamo a vedere la gabbia mentale intorno a noi poiché condizionati da uno stile di vita eccessivo, assurdo ed inumano.

Abbiamo uno stile di vita talmente stupido ma non riusciamo a rendercene conto perché mentalmente condizionati, immaturi e bloccati. Subiamo passivamente gli stili di vita che le stesse corporations SpA comunicano attraverso i media che controllano. E’ incredibile ragionare sul fatto che in realtà il “maestro di vita” è quella stupida scatola chiamata televisione. I principali condizionamenti provengono dalla TV, poi dagli studi e dall’ambiente. Ambiente inteso come famiglia, relazioni sentimentali, amicizia e lavoro.

La decrescita intende semplicemente ribaltare gli stili di vita e ripristinare l’uso razionale del cervello umano e l’uso razionale dell’energia. Si intende riscoprire il piacere del vivere sociale in maniera non più egoistica ma altruistica. Riscoprire il piacere dei cibi autoprodotti, della vita conviviale, dello stare insieme per affrontare i problemi della comunità locale avendo un approccio olistico e pragmatico dei temi affrontati.

Decrescita significa riappropriarsi dei beni comuni e tutelarli. Significa bere acqua del rubinetto ma sicura, significa affidare la gestione della stessa a società realmente pubbliche fatte anche dai cittadini e non da una corporation SpA.

Per tutti questi motivi la decrescita felice non è collocabile fra gli schieramenti politici attuali, siano essi di destra o di sinistra, per la banale ragione che i diritti non sono di una parte politica, ma di tutti. Mangiare cibi sani e di qualità, bere acqua pubblica e pulita, usare l’energia razionalmente, tutto questo ed altro sono pure scelte di buon senso, sono il frutto di azioni politiche che non hanno una bandiera politica. Se ci fossero rappresentanti eletti non corrotti, questi palerebbero di come eliminare gli sprechi energetici dalla rete nazionale e locale, applicherebbero l’uso delle tecnologie e delle fonti energetiche rinnovabili. Ma tutto questo non avviene perché la riduzione dei consumi e quindi della domanda energetica è opposta alla cultura della crescita del PIL, è opposta alle strategia dei monopolisti energetici nazionali e locali che guadagnano soldi proprio dagli sprechi e dai consumi e non dai risparmi energetici. Con questo semplice esempio ci rendiamo conto di come le attuali forze politiche siano del tutto obsolete, corrotte ed immorali. Si intuisce che la decrescita è un cultura politica moderna e contemporanea perché tiene conto del vivere sobrio utile al pianeta e quindi all’essere umano. Detto ciò è necessario condividere, studiare e mostrare quanto sia possibile vivere meglio e superare tutte le barriere mentali oggi esistenti. Si può iniziare applicando al strategia “rifiuti zero”, che imita le leggi della natura eliminando gli errori di progettazione industriale delle merci e riutilizza gli scarti inserendoli nel ciclo commerciale. La strategia rifiuti zero riduce al massimo i rischi ambientali e sanitari e, sostituisce gli obsoleti inceneritori con gli impianti di riciclo, molto meno costosi e più razionali.

Negli ultimi tempi alcune comunità locali hanno proposto città sostenibili denominate “transition town” consapevoli del “picco del petrolio”. Le tradizionali fonti energetiche fossili, petrolio e gas, ovviamente finiranno. Per cui alcune comunità hanno deliberato di non usarle più e diventare energeticamente indipendenti.

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