

Dal quotidiano gratuito Metro del 30 giugno 2009
LA NUOVA FAUNA DEL MEDITERRANEO
La fauna marina del Mediterraneo sta mutando per effetto del cambiamento climatico. I mari del Belpaese più interessati sono quelli del Sud (Sicilia, Puglia e Calabria), l’Alto Adriatico e l’Alto Tirreno (soprattutto Arcipelago Toscano e mar Ligure).
Ci sono alcune specie “tradizionali” che stanno per essere sostituite da altre che tollerano meglio il caldo. Una sorta di “invasione biologica” di specie che fino ad alcuni anni fa erano assolutamente sconosciute in questo mare. Pesci “alieni” di provenienza subtropicale, penetrati dallo Stretto di Gibilterra e soprattutto dal Canale di Suez, un vero e proprio collegamento con il sistema Indo-Pacifico. Alcune di queste specie sono spesso oggetto di pesca commerciale, ma non mancano le spiacevoli sorprese: si sono infatti verificati casi di avvelenamento dovuti all’ingestione di “pesce palla”, di cui sono segnalate almeno tre specie in Mediterraneo, che hanno avuto una crescita “esplosiva” nel bacino orientale e sono state già avvistate anche in Italia.
L’INVASIONE DELLE ALGHE ASSASSINE
Il riscaldamento ha anche favorito la diffusione della Caulerpa taxifolia (la cosiddetta alga assassina) e la Caulerpa racemose, che si trovano in gran parte dei fondali costieri rocciosi italiani (tra i 5 e i 30 metri). Entrambe alterano il funzionamento dei fondali e, conseguentemente, ne riducono la diversità biologica.

