


Archive for the 'Certificazioni verdi' Category
I Certificati Verdi (introdotti nel 1999) sono titoli annuali che attestano che l’energia é stata prodotta da fonti rinnovabili e assimilate. Il Certificato Verde (uno ogni 50 MWh) è attribuito all’energia elettrica prodotta mediante l’uso di fonti energetiche rinnovabili, da impianti entrati in esercizio dopo il 1° aprile 1999 e per i primi 8 anni di esercizio. Quseto titolo è uno strumento alternativo che soddisfa l’obbligo, imposto a decorrere dal 2002 ad ogni produttore/importatore di energia, di immettere annualmente in rete una quota minima di energia prodotta da fonti rinnovabili pari al 2% di quanto prodotto o importato da fonti convenzionali nell’anno precedente. Cioé, una società può acquistare certificati verdi da terzi. A tale scopo i certificati verdi sono negoziati sul mercato organizzato dal Gestore del Mercato Elettrico (GME) o liberamente tra operatori.
I Certificati Bianchi (introdotti nel 2004) sono invece titoli di efficienza energetica (TEE). A differenza dei certificati verdi, che agiscono sulle fonti di energia, i certificati bianchi agiscono sull’uso dell’energia. I distributori di energia elettrica e di gas naturale, così come le società da essi controllate e le energy services companies (E.S.Co) operanti nel settore dei servizi energetici hanno l’obbligo di raggiungere risparmi energetici annuali. Per adempiere agli obblighi e ottenere il risparmio energetico prefissato i distributori possono
1. attuare progetti a favore dei consumatori finali che migliorino l’efficienza energetica delle tecnologie installate o delle relative pratiche di utilizzo
2. acquistare TEE da terzi attestanti il conseguimento di risparmi energetici. Nel caso della scelta della prima opzione, i distributori possono realizzare progetti direttamente oppure tramite società controllate, o ancora attraverso le E.S.Co. In caso di valutazione positiva, l’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas (AEEG) richiede al GME di emettere a favore del soggetto attuatore del progetto Titoli di Efficienza Energetica corrispondenti ai risparmi certificati (in numero e tipologia).
La compravendita di questi titoli avviene tramite contratti bilaterali o in un mercato apposito istituito dal GME e regolato da disposizioni stabilite dal GME d’intesa con l’AEEG. Le E.S.Co dispongono dei Certificati Bianchi, attraverso la realizzazione di interventi di efficienza energetica. Ogni certificato bianco equivale a una tonnellata di petrolio risparmiata. Le E.S.Co possono vendere e acquistare questi titoli tramite accordi bilaterali oppure sulla piattaforma gestita dal GME.
I vantaggi dei Certificati Bianchi sono duplici:
1) la riduzione delle emissioni dei gas serra (al fine del rispetto dei limiti imposti dal Protocollo di Kyoto) e dell’inquinamento derivanti dalla produzione e dal consumo di energia;
2) la riduzione della spesa energetica per gli utenti finali.

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Per il Ministro dell’Ambiente Stefano Pretigiacomo vi è tutta una nuova sintonia tra Italia ed Usa tutta legata ai temi dell’ambiente per una ‘green economy anti-crisi’.
L’obiettivo è quello di portare già al G8 della Maddalena ‘proposte concrete’ a partire da ‘piani di finanziamento certi’ nel campo delle tecnologie pulite, ma anche bonus e incentivi per cittadini ed aziende: dal piano casa per incentivare la bioedilizia alle ristrutturazioni in chiave di risparmio energetico.
Da Ambientenergia la notizia qui…
ANEV INSIEME AD AIEL, ASSOLTERM, FEDERPERN, FIPER, GIFI, GREENPEACE ITALIA, GSES, ISES ITALIA, ITABIA, KYOTO CLUB, LEGAMBIENTE E WWF ITALIA HA INVIATO UNA LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI SILVIO BERLUSCONI AFFINCHE’ PROSEGUA NELL’ATTIVITA’ DI SVILUPPO DI POLITICHE VOLTE AL MIGLIORAMENTO E ALLO SVILUPPO DELLE TECNOLOGIE PULITE NELL’AMBITO DELLA LOTTA ALLE EMISSIONI.
IN PARTICOLARE LE ASSOCIAZIONI AUSPICANO UNA AZIONE DEL NOSTRO PAESE MAGGIORMENTE COORDINATA CHE, CON VOCE UNIVOCA, POSSA AUTOREVOLMENTE RAPPORTARSI A LIVELLO INTERNAZIONALE PER LA DEFINIZIONE DI UNA POLITICA CONDIVISA SU QUESTE TEMATICHE OGGI CONDIVISE ANCHE DAGLI STATI UNITI D’AMERICA DEL PRESIDENTE OBAMA
ALL’INTERNO IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA INVIATA
Onorevole Silvio Berlusconi
Presidente del Consiglio dei Ministri
Palazzo Chigi
Piazza Colonna, 370
00187 RomaGentile Presidente del Consiglio, Desideriamo sottoporre alla Sua attenzione le seguenti considerazioni. Premesso che:
- la Conferenza Internazionale sul Clima che si terrà a Copenhagen dal 7 al 18 dicembre 2009, avrà il compito di definire una serie di obiettivi e di strumenti per contrastare il cambiamento climatico (il cosiddetto “post-Kyoto”, più propriamente “post-2012”);
- il Presidente degli Stati Uniti ha invitato il 28 marzo scorso, le sedici maggiori economie mondiali, l’Unione europea e le Nazioni Unite a partecipare a un Forum sul cambiamento climatico, al fine di facilitare il raggiungimento di un accordo alla Conferenza di Copenhagen;
- l’obiettivo del Forum è pervenire a una proposta condivisa di alto profilo, da approvare nel corso dall’incontro conclusivo di tutti i Paesi invitati, che avrà luogo in Italia, alla Maddalena, in luglio, in concomitanza con il G8 da Lei presieduto;
- Lei ha dato una risposta positiva alla lettera con cui il Presidente degli Stati Uniti La informava dell’iniziativa;
- la prima riunione preparatoria del Forum avrà luogo a Washington il 27 e 28 aprile p.v., e l’Italia che presiederà il G8, sarà chiamata a svolgervi un ruolo di primo piano;
desideriamo esprimerLe la nostra preoccupazione per la concomitanza fra il caloroso assenso da Lei dato all’iniziativa del Presidente degli Stati Uniti (che di fatto teneva conto della migliore conoscenza scientifica attualmente disponibile in merito, riaffermata tra l’altro dall’International Climate Congress di Copenaghen del 10-12 marzo scorso e da tutte le pubblicazioni scientifiche presentate dopo la pubblicazione del IV Rapporto IPCC) e la mozione approvata dal Senato il 2 aprile scorso che, sulla base di affermazioni scientifiche non condivise dalla grande maggioranza dei climatologi, nella sostanza mette in dubbio o comunque ridimensiona i rischi non solo ambientali, ma anche economici del riscaldamento del pianeta.
Da Anev la notizia qui…
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Il 30 novembre 2009 i governi del mondo si riuniranno a Copenhagen per la quindicesima Conferenza delle Nazioni Unite sul clima. Sarà il più grande vertice sul cambiamento climatico di sempre perché si dovrà decidere se tentare di risolvere il problema o proseguire sull’inconcludente linea di Bali.
Secondo gli scienziati britannici del Met Office, seguendo l’attuale inerzia decisionale, è pronto a scatenarsi un innalzamento delle temperature medie globali di 5,5-7,1 gradi centigradi entro il 2100. Con un innalzamento di soli 4 gradi un quinto delle specie animali sarebbero a rischio estinzione e 1-2 miliardi di persone patirebbero la scarsità d’acqua. Non solo, le piante e il suolo ridurrebbero drasticamente la quantità di carbonio assorbito, e il metano rilasciato dal permafrost
Da Carmilla la notizia qui…
“Non sarà facile parlare dopo Beppe, comunque farò insieme a voi delle riflessioni a partire da qualche considerazione sulla crisi che stiamo vivendo, una crisi terribile perché somma due aspetti: l’aspetto economico della sovrapproduzione di berci che non si riescono a vendere e l’aspetto ambientale sia dal punto di vista dell’esaurimento delle risorse, sia dal punto di vista delle emissioni inquinanti e in particolare dell’aggravarsi dell’effetto serra.
E’ stata una crisi di sovrapproduzione fin dall’inizio, anche quando la volevamo mascherare come una crisi di carattere finanziario, quando cioè le banche americane prestavano dei soldi per comprare delle case a persone che non avrebbero potuto restituirle e che facevano in questa maniera, sostenevano l’industria dell’edilizia, consentivano di continuare a produrre al di là di quello che il mercato era in grado di assorbire, era una maniera semplicemente di ritardare la crisi di carattere di sovrapproduzione che stava esplodendo.
Entrambi gli aspetti della crisi, sia quello economico – finanziario, occupazionale, sia quello ambientale sono dovuti al meccanismo della crescita economica, al fatto che l’economia ha come scopo quello di produrre, ogni anno, quantità sempre maggiori di merci e quindi consuma quantità sempre maggiori di risorse e quindi produce quantità sempre maggiori di rifiuti e quindi mette sul mercato quantità sempre maggiori di merci che non si riescono più ad assorbire, perché tutti quanti abbiamo delle case strapiene di oggetti che potremmo anche per anni non comprare più e continuare ad avere ciò di cui abbiamo bisogno.
La recessione che stiamo vivendo è un’opportunità perché pone freno alla crisi ambientale, non tutto il male viene per nuocere, ci costringe a rimettere in discussione i 50 anni di follia in cui siamo vissuti, a partire dal fatto che c’era una sovrabbondanza di petrolio a prezzo molto basso
Dal Blog di Beppe Grillo la notizia qui…

- Image by Getty Images via Daylife
Appartenendo entrambe alla specie Cannabis sativa, la canapa e la marijuana si differenziano per i maggiori livelli di concentrazione del principio psicoattivo (il tetraidrocannabinolo), che fanno della seconda uno stupefacente.
La distinzione non è sempre agevole, come è dimostrato dal fatto che solo tre anni fa due ricercatori statunitensi, presso l’Università del Minnesota, sono riusciti per primi a mettere a punto una tecnica fondata su marcatori genetici per separare inequivocabilmente le piante di canapa da quelle di marijuana.
Il dettaglio deve essere sembrato trascurabile a Peter Walker, direttore del Centro di ricerca per i materiali da costruzione innovativi della britannica Università di Bath, convinto che un’edilizia eco-sostenibile passerà per la costruzione di case in canapa, le cui fibre saranno adeguatamente stabilizzate con un collante a base di calce.
Da Panorama.it la notizia qui…
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Diciotto milioni di euro di perdite patrimoniali. C’è un buco nero nei conti della Zincar, la società per le energie alternative controllata dal Comune e gestita, fino alla richiesta di liquidazione, da Vincenzo Giudice, consigliere di Forza Italia.
Cattiva gestione, consulenze d’oro, maxi-finanziamenti gestiti allegramente: c’è di tutto nella relazione dei liquidatori presentata ieri in giunta
Da Repubblica.it la notizia qui…
Nata da appena 4 mesi, è già la più grande. Uscita a dicembre da una costola dell’Enel, la società Green Power è la prima al mondo nel settore delle energie rinnovabili con 17 miliardi di chilowattora prodotti ogni anno. Primato ottenuto grazie soprattutto alla doppia dote della geotermia (700 megawatt installati) e dell’idroelettrico (1.500 megawatt) ricevuta dalla casa madre. Ma grazie non solo a quella.
Prima di diventare una società a tutti gli effetti, la Green Power si è irrobustita come divisione dell’Enel puntando anche sulle altre fonti pulite, come eolico e solare, in tempi in cui l’elettricità verde non andava di moda, il settore delle rinnovabili veniva guardato dagli addetti ai lavori con sufficienza e la rivoluzione ambientalista di Barack Obama era di là da venire. Grazie alla scelta anticipatrice dell’azienda guidata da Fulvio Conti, ora l’Enel Green Power è presente in mezzo mondo, dagli Stati Uniti al Canada, e poi in Messico, Guatemala, Costa Rica, Salvador, Panama, Cile e Brasile. In Europa: Spagna, Francia, Grecia, Bulgaria, Romania.
Da Panorama.it la notizia qui…
10 aprile 2009 – Il Sud Africa dà il via a una strategia aggressiva per lo sviluppo delle fonti rinnovabili nel Paese. La National Energy Regulator (NERSA) ha infatti annunciato il 31 marzo l’introduzione di un sistema “feed-in tariffs” concepito con l’obiettivo di raggiungere una produzione di 10 TWh entro il 2013.
La versione del conto energia sudafricano presentato nei giorni scorsi è addirittura più vantaggiosa di quella proposta dall’NERSA originariamente. Le tariffe incentivanti proposte coprono un periodo di 20 anni.
Le più vantaggiose sono quelle previste per l’eolico e la concentrazione solare, rispettivamente pari a 0,104 euro/kWh e 0,175 euro per kWh, che si collocano tra le più ambiziose a livello mondiale.
Da Zeroemission.tv la notizia qui…
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Due alti dirigenti del colosso statale dell’energia atomica sono indagati con l’accusa di aver fatto violare i computer del gruppo ambientalista
PARIGI - Una si occupa di telecomunicazioni, l’altra di energia. Una è italiana, l’altra è francese. Una è privata, l’altra è statale. Una cosa in comune Telecom e Edf però ce l’hanno. Proprio come l’azienda presieduta un tempo da Marco Tronchetti Provera, anche il colosso transalpino del nucleare è sospettato di aver usato ex funzionari delle forze dell’ordine per spiare illegalmente i potenziali avversari o nemici.
A svelare lo scandalo, senza fare però il nome del Tavaroli della Edf, è stata la stampa francese, rivelando l’esistenza di un’inchiesta sul conto di due alti dirigenti dell’azienda
Da Repubblica.it la notizia qui…
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