Archive for the 'Risparmio energetico' Category

Rispetto a quelle inquinanti, le attività economiche low carbon danno più posti di lavoro. Lo rivel



L’elevato numero di visite al post su Steven Vrommen mi ha invogliato a cercare qualche informazione in più sullo stile di vita di quest’uomo. Ieri gli ho addirittura scritto, chiedendogli di scrivere per questo blog due righe sulla scelta di minimizzare il suo impatto sull’ambiente. Con mia grande meraviglia, mi ha risposto, e mi ha dato il permesso di prendere qualche articolo dal suo blog (in inglese finalmente) http://www.lowimpactman.org/

“Il Progetto – Chi è il Low Impact Man?

Io sono Steven Vromman, nato nel 1960, vivo a Ghent, bellissima città del Belgio. Ho lavorato in un’associazione no-profit per molti anni e negli ultimi 10 anni per un organizzazione ambientale chiamata Ecolife. Qui ho imparato che le persone nel cosiddetto pianeta civilizzato stanno avendo un enorme impatto sul pianeta. Quindi mi chiedevo: sarebbe possibile avere una buona vita, ma solo usando la mia “porzione” di pianeta? Ho preso sei mesi sabatici e ho avviato il mio progetto, insieme ai miei figli, Adam (10) e Marieke (13) che vivono la metà del tempo con me. Quello che era iniziato come un progetto privato è diventato rapidamente una specie di “local hype”. Sono stato invitato a raccontare la mia storia in televisione, radio, giornali e riviste. La televisione fiamminga ha fatto una mini-serie sul mio progetto, ho scritto un libro e il mio blog in lingua fiamminga ha già più di 200 000 visite. Team televisivi sono venuti da Olanda, Portogallo, Francia, Spagna e Italia. Alcune persone mi hanno chiamato eroe, altri bizzarro. Mi piace pensare di me stesso come qualcuno che si assume le sue responsabilità.

Qual’è la storia?

Ho iniziato ufficialmente il mio anno di Low Impact il 1° maggio 2008. Il primi sei mesi non avevo lavoro quindi potevo concentrarmi completamente sulla riduzione della mia impronta ecologica (e scrivere il mio libro). Dal primo novembre 2008 ho iniziato a lavorare di nuovo per Ecolife ma solo part-time. Così ho potuto continuare con la mia vita a basso impatto, e ho anche iniziato a dare lezioni e workshops. Il 1° maggio 2009 la LIM annuale è stata superiore, ma ho deciso di continuare (anche se non così estremo in alcuni punti, come durante il primo anno). In settembre lascerò ancora il mio lavoro per diventare attore in “Ecological Play”….”

Tradotto dall’inglese da me:)



Una forma di energia alternativa e a basso impatto ambientale (nel suo utilizzo integrato con i normali combustibili fossili). All’incontro parteciperanno Paolo Nelva e Francesco Bernabei, per l’associazione Eunomica! L’incontro avrà inizio alle 21:15.



vetri ad alta efficienzaArrivano in Italia nuovi modelli di vetri selettivi e basso-emissivi, i quali permetteranno di adeguare i nostri edifici alle nuove richieste di efficienza energetica. Meno dispersione di calore verso l’esterno durante l’inverno e meno penetrazione all’interno nei mesi molto assolati, che si traducono in risparmio energetico, riduzione di emissioni serra e bollette più contenute.

L’energia impiegata nel settore residenziale e terziario rappresenta oltre il 40% del consumo energetico nella Comunità Europea. Ben il 70% è dovuto all’alimentazione degli impianti per il riscaldamento e il raffreddamento dell’aria negli edifici. Considerando che il settore in questione è in espansione, i suoi consumi e le conseguenti emissioni di CO2 non sono affatto da trascurare.

È quanto affermato dal Parlamento Europeo, il quale nella Direttiva 2002/91/CE scriveva “L’aumento del rendimento energetico occupa un posto di rilievo nel complesso delle misure e degli interventi necessari per conformarsi al protocollo di Kyoto”. In tale documento il Consiglio chiedeva anche esplicitamente interventi specifici nel campo dell’edilizia.

Le nostre case impiegano enormi quantità di energia, soprattutto per regolare la temperatura degli ambienti, e sprecano incredibilmente le risorse a causa di un’efficienza molto bassa. In particolare si stima che la dispersione di calore tramite pareti e finestre oscilli tra il 25% e il 40%.

Se per le mura occorre adottare sistemi di coibentazione, anche le vetrate devono essere realizzate in modo tale da prevenire la dispersione del calore durante l’inverno, come anche limitarne la penetrazione nella stagione estiva. Da tempo oramai si ricorre alle “vetrocamere”, ossia ai doppi vetri nel mezzo dei quali viene lasciata un’intercapedine. Ma l’impiego di vetri comuni non è affatto sufficiente. La situazione può (e deve) essere migliorata tramite il ricorso a strutture specificatamente concepite per tale utilizzo.

In tempi recenti alcune aziende del settore hanno lanciato sul mercato del nostro paese delle linee di vetri selettivi e basso-emissivi in grado di soddisfare le nuove richieste in fatto di efficienza energetica delle nostre case.

In Italia già vari edifici pubblici e man mano anche abitazioni stanno adottando questi vetri ad alta efficienza di ultima generazione. Le strutture avranno, quindi, meno bisogno di condizionamento dell’aria per mantenere la temperatura ottimale nei vari ambienti. Ciò si tradurrà in risparmio energetico, limitazione delle emissioni di gas serra, nonché alleggerimento delle bollette.

Fonte: Terranauta
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Problem solving nei settori dell’automotive, della domotica, della nautica da diporto, dei controlli dello spazio e della avionica. Attiva da 20 anni nel settore delle telemisure e telecontrolli ha acquisito una notevole esperienza nel settore del wireless con i protocolli Zeeg Bee oppure proprietari.

Cosa offre?
Con il suo team, dal know how e back ground tecnologici maturati in 20 anni nei settori più diversi quali automotive, industriale, spazio, avionica, dispositivi a norme MIL, trasmissioni e raccolta dati, localizzazione, Elcon è in grado di seguire la produzione, ed avviare progetti di R&D, atti sia ad acquisire nuove conoscenze e tecnologie da utilizzare poi in programmi di sviluppo, sia a sviluppare ed industrializzare proposte tecnologicamente innovative da implementare in sistemi da realizzare in proprio o tramite collaborazione con altre aziende o università.
Il punto di forza dell’attività di Elcon è identificabile nella capacità di trovare soluzioni tecnologiche, nuove o di affinare quelle esistenti in modo da essere sempre più incisiva e competitiva nella propria nicchia di mercato.

Cosa cerca?
Aziende che necessitino di dispositivi innovativi oppure di innovare i propri prodotti per mantenere quote di mercato o di acquisirne di nuove.

Cooperazioni con produttori per il miglioramento della qualità o la soluzione di problemi presenti nei loro prodotti, collaborazioni con aziende che necessitino di un loro prodotto per consolidare la loro posizione, finanziatori che ci permettano di realizzare in tempi brevi le nostre o le loro idee per nuovi prodotti.

> Perchè scoprire Elcon Elettronica?



Pantalone year 1550

Image via Wikipedia

I revisori della Price-Waterhouse Coopers presentano in commissione Bilancio, a Palazzo Marino le loro conclusione sulla gestione della società. E spiegano come sia stato possibile accumulare milioni di debiti

Sembra la parodia della pubblicità. Per tutto il resto c’è… Zincar. Trasferte in Grecia con tanto di interpreti al seguito? Oltre 5mila euro. Un contributo al Museo del paesaggio del maestro Ferraguti a Verbania Pallanza? Ventimila euro. Un pranzo con la delegazione bulgara? Altri 1.600 euro (ai delegati della Rhur Grenoble è andata peggio, con una ricevuta da soli 600 euro). Tanto, a nota spese, paga Pantalone. Ecco come, in pochi anni, una società all’avanguardia è diventato un pozzo senza fondo di debiti.

Da Repubblica.it la notizia qui…

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Pannelli solari a Villacidro (CA) fDieci anni or sono, un gruppo di associazioni e di enti, quali Greenpeace, GTZ Proklima, UNICEF, UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente) e WHO (Organizzazione Mondiale della Salute), evidenziarono la necessità di realizzare dei refrigeratori indipendenti dalla rete elettrica e a basso impatto ambientale, nei quali mantenere in buono stato vaccini e derrate alimentari da portare in luoghi disagiati.

Nel medesimo periodo l’Istituto Tecnologico Danese, in collaborazione con alcune compagnie di settore quali la Danfoss Compressors, aveva intrapreso un progetto di ricerca e sviluppo sostenuto economicamente dall’Agenzia Danese per l’Energia. L’idea era quella di mettere a punto un frigorifero alimentato con energia solare, privo di batteria di riserva (pesante ed inquinante).

Le forze furono così unite in un progetto comune, che ha portato alla realizzazione di SolarChill.

Al momento, nei luoghi in cui l’accesso alla rete elettrica è difficile, la maggior parte dei frigoriferi è alimentata a kerosene e propano. Essi consumano un litro di carburante al giorno, emettono sgradevoli fumi, necessitano di essere spesso riforniti e non sono molto affidabili (per giunta, occasionalmente, prendono fuoco). Si aggiunga a questo che la combustione di kerosene e propano comportano emissione di gas serra e quindi contribuiscono al riscaldamento globale del pianeta.

Secondo i dati forniti da Greenpeace, sono attualmente in uso nel mondo circa 100.000 refrigeratori a kerosene, il che si traduce nella produzione media di 80 milioni di kilogrammi di CO2 all’anno: valore evidentemente elevatissimo.

Il frigorifero a pannelli fotovoltaici era già una realtà, prima dell’avvento di SolarChill, però esso prevedeva una batteria di riserva a piombo, destinata ad entrare in funzione durante la notte e nei giorni di scarsa illuminazione. Le batterie a piombo tendono a deteriorarsi facilmente, soprattutto in paesi dai climi caldi, pertanto devono essere sostituite frequentemente: ciò comporta un’elevata produzione di rifiuti tossici. In più esse sono molto costose. Ciò rendeva altamente conveniente continuare a far uso dei frigoriferi a kerosene.

SolarChill può fare a meno della batteria di riserva, perché sfrutta al meglio i processi termici e garantisce il mantenimento della bassa temperatura, durante la notte e nei giorni non assolati, grazie a ghiaccio prodotto durante il giorno. 

In pratica, SolarChill è costituito da un vano refrigerato, ben isolato, affiancato da una serie di celle plastiche in cui viene formato il ghiaccio. Durante il giorno, processi di convezione forzata raffreddano l’ambiente interno al frigorifero, conservando vaccini e cibi in buono stato, nonché accumulano ghiaccio. Il tutto alimentato tramite energia solare. Nella notte, la temperatura del refrigeratore viene mantenuta nell’intervallo di valori desiderati grazie alla naturale convezione dallo scompartimento in cui è contenuto il ghiaccio.

SolarChill è equipaggiato con tre pannelli fotovoltaici da 60W ciascuno, prevede la possibilità – in caso di necessità – di ricorrere ad altre fonti di energia (connettendolo per esempio ad un generatore di energia a turbina eolica) e non presenta elettronica esterna che necessiti alimentazione costante da rete. Esso è isolato in maniera eccellente e non utilizza fluorocarburi per il raffreddamento né per l’isolamento.

I primi prototipi sono stati testati a lungo in prima istanza in laboratorio, dimostrando di poter soddisfare a pieno le richieste del WHO relative ai refrigeratori per vaccini. SolarChill, come emerso dai test, può infatti mantenere la temperatura interna nell’intervallo desiderato di 0°C-8°C, con ambiente esterno a 32°C. Tali valori sono inoltre garantiti anche in caso di quattro giorni successivi in assenza di sole.

SolarChill è ora in uso sul campo in tre paesi del sud del mondo: Senegal, Indonesia e Cuba. I risultati riportati, secondo quanto dichiarato da Greenpeace, sono alquanto soddisfacenti.

Ne concludiamo, dunque, che si è dimostrato di poter alimentare completamente un frigorifero tramite pannelli fotovoltaici e senza l’uso di batterie di riserva.

A questo punto perché non trasferire tale tecnologia alla refrigerazione ad uso domestico e commerciale (di piccola taglia)? Un frigorifero con tali caratteristiche potrebbe essere inserito nel mercato non solo dei paesi del sud del mondo, bensì anche in quelli del nord. Si tratterebbe di un elettrodomestico ecocompatibile ed economicamente conveniente.

Fonte: Terranauta
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Steven Vromman, cittadino belga di 48 anni, ha deciso di vivere con una impronta ecologica bassissi



STEVEN VROMMAN è un 54enne belga che dal 1 maggio dell’anno scorso ha deciso di vivere con bassissima impronta ecologica. Noto anche come Low Impact Man, non si è trasferito in campagna o in qualche regione sperduta dell’Africa ma è rimasto nel suo paese, Gent, a circa 50km da Bruxelles. Ha solo modificato le sue abitudini quitidiane, dandogli una grande dose di innovazioni verdi!

PEDALARE – Steven per alimentare il suo pc portatile, utilizza l’energia generata pedalando su una bici collegata ad un generatore di corrente. Con 20 minuti di pedalate utilizza il pc per un ora! Il suo lettore mp3 funziona a “dinamo” con una manovella e ha applicato sulle finestre di casa uno strato di carta velina in modo da conservare il calore all’interno della casa; tra i termosifoni e il muro c’è uno strato di alluminio, in modo da non far disperdere il calore nella parete ma reindirizzarlo in tutto l’ambiente casalingo.

DOCCIA DI RUGIADA – Per fare la doccia, Steven ha ideato un sistema per raccogliere l’acqua piovana in una cisterna, l’acqua corrente la usa solo per bere, cucinare e lavare i piatti.

RISPARMIO ENERGETICO – Le bollette a casa Vromman sono diminuite del 60%, ogni giorno utilizza 2 o 3 kw di elettricità e 15 litri di acqua al giorno. Anche sul cibo il risparmio è notevole, compra solo alimenti locali e non confezionati, in casa coltiva pomodori e insalata.

Il suo stile di vita vuole essere un esempio per tutti i cittadini, per questo ha rifiutato la candidatura alle prossime elezioni europee nel partito dei Verdi. «Non è difficile vivere in armonia con il pianeta, dobbiamo, però, tenere sempre in mente che ne abbiamo uno. Dobbiamo solo cambiare un po’ il nostro modo di pensare”.



Pochi mesi fa, preparando la mia tesi specialistica, insieme al mio Professore abbiamo pensato che