

Da San Cristoforo a Linate, le 21 stazioni della M4. Il Comune: mantenute le promesse
MILANO – Come Parigi o Londra. «Nel 2015 non saremo secondi a nessuno in Europa», promette l’assessore ai Trasporti Edoardo Croci. Metropolitane e linee ferroviarie urbane: a Milano si prepara la «rivoluzione ». Dice l’assessore che è tutto «merito di Expo». Che ai binari di Milano porterà in dote, da qui al 2015, un qualcosa come 3,4 miliardi di euro, tra fondi stanziati dal governo, finanziamenti provenienti dalle casse di Palazzo Marino e investimenti di privati. Il tavolo Lombardia di settimana scorsa è servito a sciogliere i dubbi: le due nuove linee si faranno e i soldi promessi arriveranno, nonostante il clima d’austerity e l’emergenza Abruzzo.
«Sul campo» è rimasta solo la linea sei, quella che sarebbe dovuta nascere dallo sdoppiamento della «rossa» che si biforca a Pagano. La vera novità, in compenso, si chiama circle line. Di fatto una metropolitana leggera, ricavata però dal passaggio dei treni delle Ferrovie in città. Nasceranno sette nuove stazioni e sarà potenziata la frequenza dei convogli. «Uno ogni cinque minuti », assicura Croci. «Alla fine avremo una nuova linea di trasporto pubblico urbano lungo un tragitto semi-circolare, da Dergano fino a san Cristoforo».
A «rivoluzione» conclusa, Milano avrà un sistema integrato di trasporto pubblico capace di servire 518 milioni di passeggeri all’anno (il 45 per cento in più rispetto ad ora), attraverso 166 stazioni e 180 chilometri di binari. I soldi da Roma arriveranno, hanno assicurato i ministri riuniti intorno al tavolo Lombardia. Per vedere i primi cantieri aperti, bisognerà però aspettare almeno la fine dell’anno. La talpa meccanica comincerà a scavare lungo il primo tratto della linea 4, quello che da Lorenteggio porterà al Policlinico. Tredici stazioni, e sette chilometri di tracciato. Il secondo spezzone è quello che collegherà invece il centro all’aeroporto di Linate, tagliando a metà tutta la zona est della città. La giunta di Palazzo Marino nel frattempo ha dato il via alla costituzione della società mista che dovrà gestire l’opera.
Da Corriere.it la notizia qui…



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