

Il 21 luglio, presso l’aula del Senato era stata calendarizzata la discussione di ben quattro mozioni relative alla promozione in Italia di sistemi di produzione di energia elettrica mediante la tecnologia del solare termodinamico o solare a concentrazione. La tecnologia in questione è utilizzata in diversi paesi (California, Nevada, Spagna) da diversi anni e prevede la realizzazione di impianti di grandi dimensioni che, le tecnologie più avanzate, permettono di accumulare il calore prodotto e renderlo disponibile a richiesta degli utenti.
Si tratta di una tecnologia che interessa soprattutto i paesi a forte insolazione, come il nostro, anche se gli impianti esistenti nel mondo sono tutti costruiti in zone desertiche. Si stima che adottando la tecnologia del solare termodinamico, basterebbe per alimentare un terzo dell’Italia un’area equivalente a 15 centrali nucleari, in pratica, quanto il grande raccordo anulare di Roma.
Nel 2005, Carlo Rubbia, ha abbandonato la presidenza dell’Ente per le nuove tecnologie l’energia e l’ambiente (Enea), in seguito a contrasti sulla realizzazione della tecnologia del solare dinamico a concentrazione in Italia.
La mancata prosecuzione di uno dei principali programmi strategici adottati durante quel periodo (progetto europeo per il bruciamento delle scorie radioattive), nel quale l’Italia aveva una posizione di leadership a livello mondiale fece perdere un finanziamento comunitario di ben cinque milioni e mezzo di euro.
Attualmente questa tecnologia è tornata alla ribalta dopo la presentazione del progetto DESERTEC.
Da noi, la discussione delle mozioni sulla promozione dell’energia solare è rinviata ad altra seduta e visti i tempi tecnici si deve presumere a settembre, alla riapertura delle camere. Impossibile parlarne sotto il sole estivo.

